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IL FRANCOBOLLO come sussidio didattico. Di Mo. Armellin

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IL PERIODO STORICO RECENTE - LA SCUOLA ELEMENTARE DI SAMBRUSON, TESTIMONIANZE

Una visione di Sambruson di alcuni Insegnanti delle Scuole Elementari degli anni '60, in occasione dell'inaugurazione dei nuovi edifici scolastici.

PRESENTAZIONE DI LUIGI BASSO

In appendice alla serie di articoli illustranti la storia, il costume, gli usi di Sambruson, lo sviluppo delle sue scuole, che ci auguriamo trovino benevola accoglienza presso i cittadini di Dolo, gli insegnanti e le famiglie degli alunni, si son volute collocare queste note del maestro Armellin, appassionato filatelico che utilizza efficacemente l'interesse per i francobolli nella sua opera educativa; note che si propongono di presentare la filatelia a maestri e genitori che ne siano profani, affinchè ne sentano l'importanza come sussidio didattico e ne voglian profittare nel modo che meglio credono.

Quell'istinto del collezionista, che appare prima o poi in ogni bambino, va indubbiamente indirizzato, da genitori e maestri, a fini educativi.

Il maestro Armellin espone qui un'iniziativa, in un certo settore del colle­zionismo, che ci pare interessante, facilmente attuabile, ben producente sul pia­no dell'istruzione, ma assai efficace anche sulla formazione educativa del fan­ciullo.

(Luigi Basso DIRETTORE DIDATTICO).

  Il   francobollo   quale   sussidio   didattico

Maestro Armellin

« amet quod cogitur discere, ut non opus sit, sed delectatio ; non necessitas, sed voluntas ».

S. Gerolamo

« If he had been a great and wise philosopher he would have comprehended that WORK consists of wahtever a body is obliged to do, and that PLAY consists of wohtever a body is not obliged to do ».

Mark Twain

II fanciullo ha innata una particolare predilezione per le raccolte in ge­nere; lo si vede infatti, di volta in volta, farsi collezionista di bottoni, immagini sacre, conchiglie, sassolini, minerali, cartoline illustrate, figurine, foglie, monete, francobolli, ecc.

Egli sembra mosso da una necessità spirituale molto complessa, che si può difficilmente analizzare, ma che ha di certo una parte preponderante nel suo io, assetato dal desiderio di conoscere e di possedere le cose più belle ed inte­ressanti che l'ambiente gli offre.

La scuola ha sempre fatto leva su questa naturale tendenza dei fanciulli e non vi è maestro che non abbia realizzato nella sua classe qualche raccolta con finalità didattiche.

Tali collezioni sono interessanti, perché hanno un notevole valore come sus­sidi nelle diverse materie di studio. Tra esse un posto di rilievo merita indub­biamente la filatelia.

La collezione di francobolli infatti affascina ed entusiasma subito i fanciulli conquistandone simultaneamente la fantasia, il cuore e la mente.

Il magico potere insito in questi rettangolini colorati non ammalia solo i piccoli, ma anche i grandi ed è tale che oggi si contano trenta milioni di colle­zionisti sparsi in tutti i continenti.

Il libro più venduto nel mondo, dopo la Bibbia, è il catalogo francese di francobolli Yvert, il quale non è poi che uno dei tanti esistenti. Si pensi che la filatelia alimenta un vasto commercio mondiale, da cui traggono l'esistenza migliaia e migliaia di persone.

Vi sono francobolli che valgono decine di milioni di lire; quelli più antichi salgono giornalmente di prezzo, essendo oggetto di continua ricerca da parte di uno stuolo d'appassionati collezionisti sempre più numeroso.

Vi sono alcuni importanti musei che posseggono pezzi rari o addirittura unici, i quali sono conservati con la stessa gelosa cura con cui si custodiscono i gioielli più famosi ed i capolavori dell'arte.

E' evidente perciò la seduzione che i francobolli esercitano sugli uomini in genere e sui fanciulli in particolare, cosicché non v'è classe che non annoveri tra i suoi allievi dei piccoli filatelici, i quali sono diventati tali senza alcuna in­fluenza del maestro.

Facendo tesoro di questa naturale tendenza, ogni insegnante può ricavare considerevoli vantaggi a favore dell'istruzione e dell'educazione della sua sco­laresca.

Ecco che l'album dei francobolli diventa un'affascinante enciclopedia in mi­niatura, che ci parla d'arte, di storia, di paesi vicini e lontani, grandi e piccoli, con tutto ciò che posseggono di più bello, di grande, di nobile. 

Le didascalie scritte spesso in lingue sconosciute e le vignette colorate susci­tano magiche visioni per cui la fantasia vola da un capo all'altro del mondo, dalle foreste equatoriali alle lande artiche, dalle dune del deserto ai fiordi della Norvegia, dalle praterie delle Americhe alle isole selvagge dell'Oceania, dalle profondità degli Oceani alle sconvolgenti altezze degli spazi intersiderali. Il francobollo ci accompagna attraverso immense città e squallidi villaggi; ci presenta superbi edifici, gloriosi castelli vetusti di storia, chiese stupende, ruderi di antichi templi, moschee con esili minareti, pagode ed idoli, cupole e chiostri, dei e santi, scienziati, medici, inventori, navigatori, benefattori dell'umanità, musicisti, cantanti, pittori, scultori, architetti, poeti, letterati, filosofi, re, regine, imperatori, eroi; ci porta a conoscere tutti i popoli della Terra con i loro usi e costumi, con le loro opere ed imprese di pace e di guerra, con le loro rivolu­zioni, le miserie e le virtù.

Altre volte compaiono gli animali più comuni del nostro paese e quelli eso­tici più strani: le tigri e i leoni della jungla, il canguro e il cigno dell'Australia, la renna e gli orsi bianchi delle regioni polari, la giraffa e le zebre del Nyassa, i serpenti dell'India, gli elefanti del Siam, i pinguini delle Falkland, i pesci dai colori più vivaci delle zone torride e quelli mostruosi degli abissi marini, le variopinte farfalle e gli insetti più ripugnanti; l'uccello lira dell'Oceania e il condor delle Americhe, il lama delle pampas ed il castoro del Canada.

Così pure la flora è rappresentata nelle sue forme più appariscenti, e vi si trova tutto: dal gigantesco baobab al filo d'erba, dal fungo mangereccio a quello velenoso, da fiori tropicali dai colori vivacissimi e dalle forme strane a quelli meno vistosi dei nostri giardini; da frutti ed ortaggi nostrani a quelli esotici, dalle piante medicinali a quelle industriali ed ornamentali, dal frumento al riso, dal miglio al girasole.

La geografia fisica ed astronomica vi appare nei suoi diversi aspetti: monti, pianure, fiumi, torrenti, cascate, laghi, paludi, golfi, mari, ed oceani; vulcani e geysers, stelle, costellazioni, pianeti e satelliti; ghiacciai e deserti, tundre e savane, tropici e poli, meridiani, paralleli.

In una collezione filatelica scolastica sarà riservata la parte principale alla Italia, dove si potrà rilevare tutta la sua storia: dai fasti di Roma antica alle glo­riose repubbliche marinare, dai moti del primo Ottocento alle guerre per la indipendenza, dalle epiche gesta di Garibaldi alla proclamazione del Regno, dalla libertà al fascismo, dal triste risveglio alla nuova volontà di lavoro e di pace che informa l'Italiano d'oggi. Così si affacceranno alla mente del fanciullo le effigie dei nostri più grandi personaggi, la storia di molti dei quali gli è più familiare, mentre di altri imparerà a conoscerla prima di lasciare la scuola d'obbligo.

Vedrà Collodi, Pascoli, Carducci, Leopardi, Alfieri, Pellico, Nievo, Ariosto, Tasso, Manzoni, Virgilio, Grazio, Lorenzo il Magnifico, Michelangelo, Giotto, Leonardo da Vinci, il Perugino, Palladio, Canova, Verdi, Donizetti, Leoncavallo, Bellini, Eleonora Duse, Savonarola, Ferruccio, Mazzini, Garibaldi, Cavour, tutti i re d'Italia, e S. Benedetto, S. Francesco, S. Caterina, S. Chiara, S. Domenico Savio e Marco Polo, e Colombo, Vespucci, Galileo, Torricelli, Galvani, Volta, Pacinotti, Marconi e tanti e tanti altri.

L'album dei francobolli emana un fascino tanto suggestivo che il fanciullo passa ore e ore a guardarlo, ad ammirarlo, a sfogliarlo, ad osservare e ad impa­rare così tante e tante cose, senza mai stancarsi. Così viaggerà per tutta la Terra e sentirà perciò nascere dal profondo del cuore un alto senso di solidarietà umana.

Nulla al mondo ha il potere d'avvicinare gli uomini quanto il francobollo. Dice lo scrittore Dino Provenzal: « Basta che un uomo, in qualsiasi paese, metta su una lettera questo prezioso rettangoletto perché altri uomini, nelle più lon­tane terre del mondo, si affatichino coscienziosamente, scrupolosamente, a por­tare la lettera fra le mani che la desiderano ».

Non si deve dimenticare che il francobollo ha pure il pregio d'avviare lenta­mente i suoi cultori ad acquisire un senso estetico ed artistico sempre più elevato. Quante volte si è visto un bambino (e non solo un bambino) girare e rigirare un francobollo tra le mani ed esclamare ammirato: « Com'è bello!... ».

E così, a forza di guardare e guardare, d'ammirare, di confrontare e di cri­ticare, nasce, si sviluppa e si forma, giorno per giorno, quel senso artistico, che diffìcilmente si potrebbe insegnare con altri mezzi.

Vi sono, infatti, dei francobolli che sono veri capolavori, disegnati ed incisi da grandi artisti. Ve ne sono anche di bruttini, è vero; ma tutte le nazioni cer­cano di farli, tecnicamente ed artisticamente, belli, ben sapendo che essi gire­ranno tutto il mondo e saranno motivo di vasta propaganda e anche di critica.

Le vignette più attraenti, per lo più quelle raffiguranti animali e paesaggi esotici, accendono l'immaginazione del fanciullo, che sentirà il bisogno d'am­pliare il paesaggio e l'orizzonte per dar maggior spazio e luce al quadro, arric­chendo così la sua fantasia di nuove sensazioni che vorrà esternare con disegni o con spontanee descrizioni orali e scritte. Quante volte i fanciulli non sono venuti dal maestro per avere spiegazioni e notizie su ciò che vedevano ripro­dotto sul francobollo e, poi, ritornati al proprio banco, continuavano a guardare il rettangolino colorato che avevano in mano, come per documentarsi delle de­lucidazioni avute? E tutta la classe ne guadagnava in cultura e sapere, perché i compagni del fortunato possessore, gli si facevano silenziosamente intorno, incu­riositi, per vedere e per averne notizie, che venivano loro date con un tono di serietà e di importanza.

I colori dei francobolli, poi, oltre ad avere il precipuo scopo di renderli più belli, ci fanno «sentire.il clima» del paese da cui provengono. Infatti quelli dei paesi nordici hanno tinte leggere, delicate, sfumate, che ci danno la sensazione del loro ciclo d'un azzurro pallido, illuminato da un sole sempre basso sull'oriz­zonte, della nebbia che avvolge i loro immensi boschi e i numerosi laghi, dei ghiacci e delle nevi dei loro lunghi inverni che danno a tutto il paesaggio un alone di candida luminosità; quelli dei paesi equatoriali e tropicali sono carichi dei colori più vivaci, contrastanti e fantastici che ci fanno « sentire » i fiori dai petali più smaglianti, le farfalle dalle ali brillanti, gli animali dal pelo d'un fulvo bruciato, le foreste vergini d'un verde profondo e il giallo oro delle savane e dei deserti.

Tali colori possono essere usati didatticamente per insegnare a conoscerne i diversi nomi. Basta raccogliere un esemplare per ogni colore, incollarlo su un cartoncino nero e scrivergli sotto il nome del colore. I più comuni colori in filatelia sono: arancio, giallo, verde, oliva, smeraldo, celeste, azzurro, cobalto, turchino, violetto, viola, lillà, lacca, vermiglio, carminio, rosso, rosa, ocra, bruno, seppia, grigio, ardesia, nero.

L'educazione estetica continua sempre anche durante il periodo di reperi­mento e di sistemazione dei francobolli nell'album.

La prima cosa che un filatelico deve fare è naturalmente quella di procu­rarsi i francobolli e ciò è facilissimo, perché senza la spesa di una lira si può

metterne insieme un buon numero. Basta rovistare tra la vecchia corrispondenza di famiglia e rivolgersi a parenti e amici.

Quando ne avrà raccolta una discreta quantità è necessario toglierli dalla busta, o dal frammento di carta su cui sono attaccati, immergerli per un quarto d'ora in una bacinella d'acqua fredda e, dopo il lavaggio, distenderli rovesciati su un foglio di carta assorbente per asciugarli. Inizierà poi la scelta di quelli degni d'essere attaccati all'album, scartando decisamente quelli che presentano il menomo difetto. Non devono essere né piegati, né macchiati, né rotti, né tagliati, né riparati, né spellati a tergo; lungo i lati non deve mancare un solo dentino. Se sono nuovi devono possedere intatta tutta la loro gomma e se sono usati, cioè se hanno viaggiato con la corrispondenza, non devono essere ecces­sivamente sporcati dall'inchiostro grasso del timbro.

Arrivati a questo punto e divisi i francobolli per Stato, il bambino deve procurarsi un primo quadernino quadrettato, che gli servirà da album.

Questo sarà un saggio della sua capacità alla diligenza, all'ordine, alla pre­cisione, al buon gusto e al senso estetico. Come i francobolli vanno conservati con la massima cura, così l'album, che è la loro casa, deve essere degno di loro.

I francobolli vanno attaccati solo sulla pagina di destra, dopo averla intestata con bella scrittura allo Stato a cui è destinata, ed abbellita, possibilmente, con qualche disegnino ornamentale che le dia grazia e leggiadria.

La pagina di sinistra dev'essere lasciata libera e potrà eventualmente essere adoperata per raccogliere la descrizione, l'illustrazione grafica o disegni relativi ai francobolli della pagina di fronte.

I francobolli devono essere pochi per pagina, allineati secondo una retta che passa lungo la loro base inferiore e disposti con garbo e simmetria.

Se la raccolta non è estesa a tutti gli Stati del mondo, ma, come si dice, è a soggetto, cioè serve ad illustrare un unico argomento (ad esempio, gli inven­tori, o i benefattori dell'umanità, o la storia della Patria, o della religione, o qualche ramo del sapere), allora si può attaccare sulla pagina a destra anche un solo francobollo riservando a quella di sinistra il compito di descrivere od illu­strare quanto documentato da quel rettangolino colorato.

Le raccolte a soggetto hanno notevole valore didattico perché impegnano seriamente l'allievo sul tema prescelto stimolandone la volontà a fare, la mente ad esaminare, a ricercare, a confrontare, a valutare e a criticare, ed il suo senso estetico a presentare con armonia e buon gusto la pagina dell'album.

Mentre le raccolte che abbracciano tutti gli Stati del mondo possono essere fatte dai singoli alunni, quelle a soggetto vanno preferibilmente realizzate in collaborazione, perché impegnano maggiormente e richiedono l'acquisto in un negozio di francobolli, di qualche esemplare.

Ad esempio, volendo formare una « Storia d'Italia » non si incontrerebbe alcuna difficoltà, essendovi molte emissioni comunissime che trattano questo argomento.

Facile è pure una raccolta avente per oggetto i benefattori dell'umanità. Infatti, consultando un catalogo di francobolli relativo all'Europa od agli Stati extra-europei, si verrebbe a conoscenza del grande apporto che tutte le Nazioni del mondo hanno dato in questo campo e ci si sentirebbe spiritualmente più vicini agli altri popoli. Si constaterebbe che siamo tutti fratelli perché accomu­nati in un unico anelito di pace, in una medesima aspirazione di benessere; tutti combattenti in uno stesso grande esercito contro le sofferenze che affliggono l'intera umanità. Con i francobolli si verrebbe a conoscenza della parte migliore di ogni popolo, la quale spesso è tenuta nascosta in molti Stati da situazioni po­litiche faziose o nazionalistiche.

Anche una raccolta che illustri la « Storia della Religione », dalla creazione del mondo ai nostri giorni, è facile.

Vi sono centinaia e centinaia di francobolli che entrano in questo campo. Basta ricordare i ventuno valori della bellissima serie ordinaria emessa dall'Italia nel corrente anno 1961, riproducente immagini dell'affresco della «Creazione», dipinto da Michelangelo, sulla volta della Cappella Sistina in Vaticano.

Tutte le materie di studio possono trarre benefici dalla filatelia; dalla geo­grafia alla storia, dalle scienze all'italiano, dagli insegnamenti artistici alla reli­gione, dall'aritmetica alla geometria.

Inoltre la somma diligenza, la cura, l'ordine, e il buon gusto con cui deve essere tenuto l'album dei francobolli, si rifletteranno positivamente sull'animo dell'alunno facendogli acquistare l'abito a queste virtù, che si apprendono solo con un lungo esercizio.

Ne guadagnerà anche l'educazione all'onestà ed alla retta convivenza sociale, perché il continuo bisogno di scambi di francobolli, che rappresentano pur sem­pre un valore, per quanto piccolo, metterà i ragazzi in rapporti « commerciali » tra di loro.

Chi verrà scoperto ad abusare della buona fede del compagno più giovane o meno scaltro con lo scopo « d'appioppargli » un francobollo difettoso o falso, verrà messo clamorosamente alla berlina, cioè additato da tutti come persona poco raccomandabile.

Se poi l'indole di quel compagno troppo furbo fosse talmente « perversa » da fargli ripetere simili azioni, la reazione della « pubblica opinione » della sco­laresca sarebbe così violenta, ch'egli verrebbe portato a rivedere il suo modo di agire con grande vantaggio, sia per lui che per la società in cui sarà chiamato domani a vivere.

Avremo ottenuto così, da un lato, l'educazione all'onestà e, dall'altro, l'inse­gnamento alla accortezza nel fare i propri acquisti, perché dovunque si possono trovare birboni pronti ad approfittare della buona fede altrui.

Un altro utile aspetto didattico della raccolta filatelica è la sua facoltà di scuotere i pigri, gli indolenti, gli abulici spronandoli a muoversi, a fare. Infatti la passione per i francobolli è come una febbre che si accende nel sangue e chi è colpito da questo « bacillo » è spinto a cercare, a frugare ovunque, ad abbordare compagni, amici e parenti, ad intavolare conversazioni e trattative, ad effettuare scambi e compere con un'energia e un coraggio prima sconosciuti. Questa benefi­ca « scossa elettrica » attenua o fa addirittura scomparire quei nefasti complessi d'inferiorità che si riflettono tanto negativamente sullo sviluppo della persona­lità dell'alunno e sono una remora allo svolgimento del programma scolastico.

Quante volte si sono visti alunni, che prima erano taciturni e solitari, ri­volgersi con il volto illuminato da una nuova luce e con confidente cordialità ai compagni e parlare con disinvoltura e sicurezza di sé!

Miracolo della filatelia.

Questo nuovo dinamismo spirituale s'espande all'intera personalità del fan­ciullo con benefica ripercussione sulla vita di scuola.

 Maestro Armellin Insegnante Aprile 1962


                                                                                                          articolo a cura di Luigi Zampieri

Ultimo aggiornamento (Sabato 25 Gennaio 2014 14:37)

 

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