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Gli affreschi e i mosaici.

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SAMBRUSON IN EPOCA PREROMANA E ROMANA - IL MUSEO

GLI AFFRESCHI E I MOSAICI ROMANI DI SAMBRUSON

Tra il materiale di epoca romana ancora presente, vi sono i numerosi frammenti di mosaici e di affreschi.

Numerosi e di dimensioni diverse sono i frammenti di affreschi presenti nell’Antiquarium. Si presentano a fasce gialle, verdi e rosse, con colori più o meno vivi a seconda dello stato di conservazione. Dopo gli scavi del 1950 sono stati creati dei telai, nei quali i frammenti sono stati attaccati con cemento: il fine era di restituire l'immagine che dovevano avere le pareti antiche. Negli anni poi, si sono danneggiati ulteriormente. Nei prossimi mesi, grazie al Progetto via Annia, gli affreschi saranno finalmente restaurati. La loro tipologia ricorda quelli di Pompei, sia per la struttura a fasce, sia per i colori usati, giallo, verde, rosso; anche se la tonalità non è la stessa, il rosso ricorda quello pompeiano. Gli affreschi decorati a fasce solitamente ornavano gli zoccoli della parete; sulla parte superiore si sviluppavano immagini più articolate.

E’ conservato anche un frammento di un affresco che per colori, qualità tecnica e decorazione si avvicina alle creazioni più pregiate: il colore rosso dello sfondo, nonostante i secoli, si presenta acceso. La decorazione, di color oro, sembra derivante da motivi floreali stilizzati o rivisitati per creare un motivo ornamentale.

Per quanto riguarda i mosaici45, essi presentano tre tipologie; il tipo che pare più antico è costituito da tessere bianche e nere alte dai due ai tre cm. Si tratta, infatti, di un mosaico di tipo geometrico con tessere bianche e nere46. In particolare, due frammenti piuttosto grandi restituiscono parte dei giochi geometrici che doveva offrire l'opera (tav. XLII bis). Nel pezzo di sinistra sì può vedere l'alternanza tra quadrati neri e bianchì: ogni lato del quadrato nero centrale doveva essere affiancato da un quadrato bianco, mentre ai quattro vertici del quadrato nero centrale dovevano attaccarsi altrettanti quadrati neri. L'effetto era quello di una scacchiera. Il pezzo a sinistra nella foto mostra un quadrato bianco contornato, sui due lati restanti, di tessere nere. Supportando l'ipotesi che si tratti del medesimo mosaico, considerato che i due frammenti hanno caratteristiche identiche, si può pensare che il secondo facesse parte della cornice del mosaico, entro cui si sviluppavano i quadrati bicromi. Sono conservati anche altri frammenti più piccoli e una miriade di tessere, bianche e nere. La fattura era piuttosto buona, se consideriamo che le tessere sono ancora ben unite tra loro. Il mosaico bianco e nero è una caratteristica prettamente italica e si presenta con motivi decorativi, che tendono a ripetersi con regolarità, basati su una sicura ma non complicata geometria. In alcuni esempi, la regolarità ricorda l'arte tessile. La cornice, in alcuni esemplari, diventa un "luogo" in cui si collocano elementi che non necessariamente sono legati all'immagine interna, come foglie d'acanto, delfini o uccelli. La frammentarietà del mosaico non permette di fare ulteriori considerazioni, ma possiamo comunque immaginarci un pavimento dall'effetto notevole.

Il secondo tipo di mosaico presenta un'immagine più articolata, anche se i pezzi sembrano conservati meno bene. (tav. XLII, 50). Il disegno, realizzato con tessere nere su fondo bianco, non è ricostruibile a causa della frammentarietà. Possiamo vedere come si tratti di un mosaico policromo: ci sono alcune tessere color mattone inserite all'interno di un ovale appuntito su due punti, che ricorda la forma di un occhio; possiamo solo ipotizzare che ce ne fossero altre di colorate. Le tessere sono più piccole del tipo precedente, soprattutto il loro spessore è minore.

La terza tipologia di mosaico presenta tessere bianche ancora più piccole e quasi "sottili". Sono conservati frammenti troppo piccoli per poter fare delle considerazioni attendibili; l'unica ipotesi ragionevole è che si trattasse dello sfondo del mosaico.

I mosaici di Sambruson, specialmente le prime due tipologie, trovano numerosi confronti in tutta l'area veneta, in particolare con Aquileia.

NOTE:

45   corso 1982, Mosaici antichi di Padova, in AV, V, pp. 83-119.

46   becatti G. 1984, Alcune caratteristiche del mosaico bianco-nero in Italia, in CMGR, I, pp. 13-26.


Ultimo aggiornamento (Mercoledì 16 Maggio 2012 13:38)

 

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