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La Cantina Sociale di Sambruson

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IL PERIODO STORICO RECENTE - REALTA' ATTUALI O RECENTI

 La Cantina Sociale di Sambruson

 

In questo articolo presentiamo in successione tante tessere di un unico mosaico e alla fine apparirà il quadro della nostra sto­ria, un'immagine suggestiva e interessante della cantina sociale di Sambruson.

Davanti ai vostri occhi passeranno anni, fatti, sogni e speranze di gente comune, la nostra gente, perché tutti abbiamo avuto o abbiamo un antenato che ha lavorato e coltivato la terra.

E' la storia di tante nostre famiglie contadine di viticoltori, che passano lasciando una traccia, il segno del loro lavoro. A loro è dedicato questo articolo.

L’articolo è tratto in gran parte dalla pubblicazione La Buona Terra voluta dalla Cantina Sociale in occasione della ricorrenza del 60° anniversario della fondazione della stessa, su ricerca storica e stesura di Andrea Zilio che ringraziamo sentitamente.

L’articolo rimane in Working progress poiché concludendosi nel 2006 lasca aperta la narrazione degli ultimi dieci anni, narrazione che ci ripromettiamo di completare, se possibile, con la collaborazione della attuale amministrazione.

  

LA BUONA TERRA

IL BUON VINO

IL BUON ESSERE

Ciascuno ama la terra in cui è nato, in cui vive. Viene naturale, spontaneo.

Per raccontare la propria terra si scelgono, di solito, storie di palazzi e di ville patrizie, di famiglie munifiche, di personaggi illustri. Ma non basta. C'è anche la gente semplice, quella moltitudine di persone operose, silenziose e dedite al lavoro della terra, alla fami­glia, alle tradizioni popolari che hanno permesso alle giovani generazioni di operare, stu­diare, realizzarsi. Anche di loro occorre parlare.

Molte di queste famiglie, le nostre famiglie, continuano a coltivare la terra, a seguire amorevolmente le vigne che insieme ai loro vecchi hanno piantato e curato.

A queste famiglie dedichiamo la presente storia, ampiamente illustrata, a loro e a quanti vengono a trovarci per conoscere il nostro vino. Vi offriamo l'occasione del buon stare insieme tra amici, in famiglia, in ricorrenze speciali.

Per ricordare il 60° anniversario di vita della nostra cooperativa, della nostra cantina, abbiamo scelto un tito­lo particolare. E' un titolo emblematico, letterario, elegante che vuole esaltare l'attaccamento alla propria campagna, nonostante tutto,  e l’amore per essa.

"La buona terra" è il titolo di un'opera famosa del premio Nobel per la letteratura Pearl S. Buck. Parla della storia, del riscatto, attraverso la fatica, di un contadino cinese, della sua famiglia, con  speranze, traguardi e tragedie. I termini hanno un significato universale, pregnante, valido in ogni luogo e in ogni tempo, perché simbolo di lotta per ottenere la terra, di serenità, di signorilità, di armonia. Con questo titolo pensiamo alla nostra riviera, non solo bella, ma anche buona terra.

La buona terra dà il buon vino, conduce l’uomo morigerato al buon essere, alla condizione di star bene con sé stessi e con gli altri, ad una condizione di tranquillità interiore che va oltre il significato di benessere.

A quanti amano sorridere alzando un buon bicchiere di vino, dedichiamo questa ricerca, certi di lasciare un lieto ricordo, una gradita immagine, il desiderio di rinnovare occasioni e incontri di reciproca conoscenza.

 

 

La Cantina Sociale di Sambruson

Quando nasce la nostra cantina?

Costituzione

13 giugno 1947

Rep. N. 14.113 del notaio avv. Arrigo Mioni di Dolo

in una sala del Consorzio Settima Presa in via Piave a Dolo

Fondatori e costituenti:

Smania cav. geom. Antonio di Fiesso d'Artico

Pra geom. Giuseppe di Dolo

Picchielan Amedeo di Campolongo Maggiore

Novello Silvio di Dolo

Bruno Pasquale di Campolongo Maggiore

Temporin Giuseppe di Pianiga

Sbicego Silvio di Camponogara

Rampin Paolo di Campolongo Maggiore

Dona' Angelo di Campolongo Maggiore

Calzavara Pinton Gino di Pianiga

Franceschin Luigi di Camponogara

Tommasini Giordano di Campolongo Maggiore

Baldan Se verino di Stra

Crosariol Giacomo di Mira

Beninato cav. Francesco di Mira

Nardo Bruno di Camponogara

Pioni Maurizio di Dolo

costituiscono

una Società Anonima Cooperativa r.l. con sede in Dolo sotto la denominazione: CANTINA SOCIALE COOPERATIVA DEL MANDAMENTO DI DOLO

a responsabilità limitata. Durata: anni 9 - successivamente fino al 31 agosto 2020.

Sede: Arino in via Cazzaghetto (attuale sede Mobili Stile)

Scopi: La società sarà retta con i principi e la disciplina della mutualità ed avrà per oggetto: la lavorazione in comune delle uve, per farne vini sani, genuini e secondo i dettami della scienza e tecnica enologica.

Capitale sociale:

quote illimitate da mille lire ciascuna

II capitale sociale iniziale è di Lire 17.000.

Primo consiglio di amministrazione:

Smania geom. cav. Antonio  presidente

Pra geom Giuseppe

Picchielan Amedeo

Novello Silvio

Baldan Severino

Bruno Pasquale

Sbicego Silvio

Temporin Giuseppe

Franceschin Luigi

Sindaci effettivi:

Beninato cav. Francesco,

Calzavara Pinton Gino, Nardo Bruno. 

Sindaci supplenti:

Pellegrini dr Giorgio, Pioni Maurizio.

Probiviri:

Bon Vittorio, Piccotti dr Domenico, Fattoretto dr. Manlio

Registrato a Dolo il 27.07.1947 al n. 608 Voi. 63 Atti Pubblici con Lire 126,60.

La prima seduta del consiglio di amministrazione della Cantina ha luogo il 10 settembre 1947 presso dell'Ispettorato Agrario di Dolo. Presiede Smania, funge da segretario Cesare Frisotti.

Stipulazione di contratto di affittanza con l'amministrazione Eredi Yonoch. Assunzione in prova di un enologo: sig. Maschio Remo di S. Dona' di Piave.

La cantina  "pur essendo dotata di quasi tutto il materiale occorrente" ha bisogno di ristrutturazioni e attrezzature. Occorrerà chiamare esperti bottai e, per il riatto delle botti, ad esempio, la ditta Cingano di Limena per la riparazione delle pompe.

1947

E' imminente la raccolta dell'uva !!! C'è una diffusa opera di informazione. Importante è l'appoggio iniziale del Consorzio Agrario.

Siamo appena usciti da una guerra terribile. Non dimentichiamolo. C'è molta attesa, ancora molta solitudine tra gli operatori agricoli, che stentano a sentirsi cooperatori nella stessa bella impresa. L'amministrazione deve farsi severa, richiamare, incitare, incoraggiare. L'uva? Occorre sorvegliare sulla effettiva maturazione. Si può accetta­re quella matura. Sorveglianza e severità fin da subito.

Già! Raccogliere l'uva. Ma poi bisogna vendere il prodotto. Si ventila, per la prima volta, l'ipotesi di SPACCIO, di vendite, tramite lo spaccio del Consorzio Agrario. Il vino da torchio, q.li 60 circa, sarà venduto a Lire 3.000 l'etto­litro.

Vino del momento: Clinton, Raboso e Merlot. Nasce la prima vertenza con gli operai. Contratto agricolo? Contratto industriale?

1948

Circa un anno dopo Marchioni Cesare, è il nuovo tecnico della cantina, in sostitu­zione di Maschio dimissionario.

E' necessario aprire un credito per l'ammontare di due milioni di lire, presso la locale Cassa di Risparmio, che non mancherà mai di sostenere la Cantina, aiutandola nel suo sviluppo. Alcuni soci si offrono per finanziare la cantina, tanto è l'inte­resse che essa sta suscitando.

Ma ci sono subito le prime difficoltà. Si apre una disputa con i proprietari della cantina intorno ad un fitto di Lire 250.000 annue. La controversia si protrarrà fin che durerà l'affittanza.

1949

II mercato non tira. Il consiglio decide di non vendere. I conferenti chiedono acconti. Alla fine si decide di vendere le giacenze di vino. La raccolta, dato anche l'andamento stagionale, è poco promettente.

1950

Mercato fiacco, si tiene il vino nelle botti. Il direttore tecnico Marchioni è sollecitato a vigila­re e a contattare personalmente i produttori non soci affinché si associno, anche per diminuire i costi di gestione per quintale.

C'è ancora scarso senso sociale dei soci che non hanno con­ferito tutto il prodotto.

Il presidente invita alla fedeltà agli impegni ..o "chiudiamo i battenti." Il momento è estremamente delicato. Anche i soci sono stanchi di non vedere equamente ricompensato il loro lavoro. Questa è la vita del contadino! Ma la cantina non è la controparte... è loro stessi.

Nel terzo esercizio della cantina erano stati conferiti appena 2.635 quintali di uva!

Accorato appello del presidente Smania che presenta questi dati critici per la cantina:

- soci 118 alla fine del primo esercizio

- soci conferenti nel terzo esercizio: 60 (metà, infatti, non ha conferito)

- soci fedeli che hanno conferito in tutti i tre esercizi: 40

- soci che hanno conferito per intero il loro prodotto: 1.

Bisogna anche educare la gente dei campi al senso di soli­darietà che la cooperazione impone.

1951

Consiglio parzialmente rinnovato, elezione all'unanimità nuove cariche sociali: confermati Smania presidente, Fra vice-presidente.

Si notano segnali di ripresa e maggiore entusiasmo.

Si delibera che la liquidazione ai soci avvenga sulla base dei seguenti coefficienti:

uva clinton Lire 2.000 al q.le

uva rabosa Lire 2.500 al q.le

uva merlot Lire 3.000 al q.le

uva bianca Lire 2.500 al q.le.

Queste periodiche segnalazioni vengono fatte perché si possano fare confronti con l’attualità. In mezzo sta tutta la nostra storia.

Ora si può arrivare ad una lavorazione massima di 6.000 q.li. Non è opportuno allargarsi, data la fluidità del comportamento dei conferenti.

Per la prima volta si parla di gita sociale.

Per la prima volta si parla di vino speciale da vendere in bottiglia.

Sono segnali positivi. La gente dei campi comincia ad alzare la testa, e la schiena. Il direttore enotecnico Marchioni fa tuttavia presente che la proposta avrebbe possibilità di riuscita se ci fossero gli adeguati impian­ti. Comunque si comincia a parlare di cose nuove.

Altro segnale importante. Il consigliere cav. Antonio Brusegan prende coraggio e chiede che tutti i consiglieri abbiano una copia dello statuto per sapere quali sono i loro doveri e i loro limiti, chiede che i sindaci siano effet­tivi controllori e non spettatori. E' un primo segnale, significativo. Il lavoratore dei campi vuole capire, comprendere, essere protagonista. La cantina si trova ad Arino, in una sede un po' fuori mano. Come mai?

Perché, spiega il presidente Smania, quando siamo nati, non c'era niente di meglio. Una volta affermatasi, la Cantina potrà allargarsi, trasformarsi, trasferirsi.

Qualunque soluzione sarebbe buona, indipendentemente dal sito. Significherebbe che la cantina si è affermata, che i soci fanno il loro dovere di consegna di tutta l'uva prodotta.

1952

II vicepresidente Pra è del parere che non si debba allargare l'attuale cantina, ma che occorra pensare a costruirne una nuova. Dove, come e quando sarà discusso a tempo debito. Pensiamoci intanto. Tutti d'accordo!

Cominciano  a  nascere  malumori  tra  i  consiglieri, anche per interferenze e insi­nuazioni esterne.

II presidente Smania si dice amareggiato. E' una persona che gratuitamente ha dedicate e dedica tempo e denaro alla affermazione della cooperativa. Ma anche i piccoli produttori sentono il bisogno di essere meno emarginati e più protagonisti. Non ci sono malizia o cattiverie, solo diversi gradi di responsabilità che portano ad agire con saggezza e prudenza, ma anche con prontezza cogliendo il momento favorevole degli eventi e del mercato. Comportamenti che il semplice coltivatore a volte fraintende. Se si dovesse riassumere in due parole la situazione direi: vigile normalità. Il direttore Cesare Marchioni, dopo quattro anni, lascia la cantina, perché assunto dalla cantina di Lonigo, più importante. Sarà sostituito dal fratello Leopoldo che rimarrà qui per molti anni.

1953

Si delibera di prendere in affitto altri locali dall'amministrazione Yonoch, adiacenti alla cantina in Arino in via Cazzaghetto.

In seguito al disastroso andamento stagionale e particolarmente alla grandinata di agosto, il conferimento è stato esiguo, precisamente q.li 2.451, di cui oltre metà grandinata. Un vero guaio! Si prospetta l'eventualità di acquistare vino in Puglia per correggere in parte la deficiente gradazione.

Ecco! E' doveroso segnalare questo. L'agricoltore pensa di avere finito la sua avventura con la consegna dell'uva. Nossignori! Ora bisogna vendere il vino. La qualità quasi sempre è ottima. Qualche volta un po' meno. Se il  prezzo varia, diminuisce, con chi prendersela? Il contadino affranto dalla fatica e dal bisogno, spesso, considera la cantina come un avversario da cui pretende- re. La cantina è ancora lui! Deve vendere ora, al meglio. Deve attendere, deve sperare nella bravura, nella pazienza dei suoi dirigenti...anche nella fortuna. Simili eventi si ripeteranno e si supereranno sempre.

1954

II cav. Beninato del collegio sindacale sottolinea la pesantezza dell'azione amministrativa dovuta all'enorme dif­ficoltà di gestione per l'esiguo quantitativo d'uva normalmente conferita. L'uva diminuisce, gli introiti pure, ma le spese restano le stesse quando addirittura non lievitano.

Viene fatto sottoscrivere un severo impegno di consegna ai soci. Da circa duecento conferenti saltuari si è arri­vati a 70 impegnati. Il conferimento certo non sarà inferiore a 3.000 q.li

Ma la capienza è di 7.000 hl, dopo l'ampliamento della cantina in Arino. Il traguardo è il solito: arrivare alme­no a 6.000 q.li di conferimento per giustificare le spese, che comunque restano quelle stesse. Due grosse grandinate si sono abbattute sul nostro territorio, riducendo la produzione del 50%. Così, invece dei 6.000 q.li d'uva che si pensava di vinificare, ne vengono lavorati solo 3.800.

Appare nel mercato vino industriale che mortifica il lavoro, il sacrificio, l'onestà dei lavoratori della terra. Il presidente Smania incita i soci a restare uniti e fedeli alla società cooperativa e agli impegni. Poiché una delle cause dello scarso conferimento sta nella difficoltà del trasporto, da quest'anno un camion sosterà presso le pese di Campagna Lupia e di Camponogara per la raccolta programmata dell'uva da avviare in cantina.

I soci, molti sono piccoli coltivatori, hanno bisogno di accon­ti e di anticipi. Il vino spesso giace a lungo invenduto in can­tina. Gli amministratori si tro­vano spesso in forti dilemmi che i soci neppure immagina­no.

Intanto, l'amministrazione Yonoch, proprietaria dello sta­bile  in cui  opera la cantina, esige   ed  ottiene   con  ricatto (minaccia di sfrattare e cedere ad altri!) un aumento d'affitto. Sono stati conferiti q.li 5.098 d'uva così ripartita per varietà: 3100 merlot e bianca 1200 rabosa 800 clinton.

1955

II mercato è pesantissimo. Si parla sempre più di frodi. Il prodotto è visto con timore. La Cantina, e i produtto­ri seri, vengono messi in difficoltà. Già si misura una perdita di circa 500 Lire al q.le uva. Viene deciso di resi­stere, di non vendere il vino, di aspettare che passi la buriana. Ma non è facile. I soci aspettano di essere paga­ti.

Molti soci non sono creditori, ma debitori della Cantina che si è fatta banca per loro aiutandoli con acconti. Il consiglio aiuta come può e intanto ritorna la fiducia e la voglia di andare avanti degli amministratori che la vogliono trasmettere ai soci nell'imminenza della campagna di raccolta dell'uva.

Vengono previste anche penalità ed espulsioni per i soci che promettono la consegna di un determinato quanti­tativo d'uva e poi non lo fanno o lo fanno parzialmente, mettendo in difficoltà i programmi e gli investimenti della cooperativa.

Si decide altresì un'indennità per invogliare i soci che a volte vengono da molto lontano con il loro carretto trai­nato da un asino o da una mucca o da un paio di buoi; vengono da Bojon, da Mira, da Prezzolo, da Campagna Lupia. Il consiglio stabilisce un'indennità di trasporto di Lire 15 per quintale fino a 3 Km di distanza; Lire 30 al q.le fino a 10 Km; Lire 40 al q.le oltre i dieci Km.

Il presidente Smania è colpito da grave infermità. Lo comunica il vice presidente cav. Giuseppe Pra che suben­tra provvisoriamente.

1956

II vicepresidente, cav. Giuseppe Pra, propone al consiglio l'ampliamento della cantina, e, allo scopo, di preparare per tempo la documentazione necessaria di prestito del piano quinquennale al 3%.

Il cav. Brusegan ritiene invece prematura la deci­sione.

Pra assicura che l'azione è prudenziale e che tutto sarà discusso profondamente a suo tempo. Il pros­simo esercizio esigerà maggiore capienza. Il geometra Antonio Smania, per acclamazione, viene rieletto presidente.

Verrà a mancare il 25 aprile 1957.

Lentamente sfuma e si sottrae alla scena il primo, laborioso presidente della cantina sociale.

Ha saputo tenere dritta la barra di comando in momenti critici che potevano distruggere l’impresa, ha saputo tenere unito il consiglio nell’ora delle scelte, a spronare i viticoltori a non desistere, perché il futuro era ormai nella cooperazione

1957

II 2 maggio 1957 viene eletto presidente per acclamazione il cav. Giuseppe Pra, che rimarrà in carica fino al 1995. Vicepresidente viene eletto il com.te Leone Rocca.

Il geom. Giuseppe Pra: nato a Pontelongo il 21.04.16, successivamente cavaliere e quindi commendatore e gr. uff. della Repubblica Italiana, è stato presidente della nostra Cantina per ben 38 anni consecutivi. È stato una figura conosciutissima, stimata e gratuitamente dedita a moltissime attività con impegni diretti e per­sonali rilevanti:

- Reggente (presidente) dell'Ufficio di Piove di Sacco della Associazione Nazionale Bieticoltori con competen­ze interprovinciali;

- Presidente dell'Unione Provinciale Agricoltori del Mandamento di Dolo

- Presidente Consorzio Bonifica VII Presa

-  Presidente   nazionale   di   U.N.I.R.E.   Unione Nazionale di allevatori di cavalli da trotto

- Presidente del Comitato di Sconto della Cassa di Risparmio di Venezia, filiale di Dolo

- Presidente della Commissione Imposte Dirette e Indirette del Mandamento di Dolo. Tutte queste responsabilità, competenze, conoscen­ze, garanzie sono state di eccezionale importanza anche per il procedere snello e sicuro negli anni di Amministrazione della nostra Cantina.

1958

Revisione e aggiornamento degli impegni dei soci. Scopi: la cantina deve conoscere i quantitativi pre­ventivati per ragioni organizzative, per sapere se può accogliere nuovi soci, per costringere a una maggio­re disciplina i conferenti parziali.

Il progetto prevede una spesa di Lire 103.600.000, dei quali Lire 83.900.000 per terreno e fabbricati (con capienza hi 22.000) e Lire 19.700.000 per attrezzature e macchinari. Da riesaminare le spese per le fondazio­ni, dopo le prove di carico da parte di ditta specializzata, la SCAC di Marghera.

Piano Verde. Una legge innovativa prevede un intervento pari al 38% in conto capitale e un sussidio dal 4% al 5% per la parte eccedente per la costruzione di impianti collettivi per la lavorazione e trasformazione di pro­dotti agricoli. Interessante. Viene deciso di decelerare la costruzione della cantina nuova e di attendere l'appro­vazione della legge Piano Verde.

1959

Si prospetta la possibilità di acquistare dagli eredi Yonoch lo stabile in Arino per eseguire gli amplia­menti alla cantina. Costo presunto circa 10 milioni di Lire.

Ma la trattativa con gli Yonoch fallisce, chiedono 30 milioni. Non è conveniente. Il consiglio pensa di costruire una nuova cantina altrove. La costruzione di una nuova cantina crea entusiasmi, ma le sottoscrizioni per consegne sicure latitano. C'è desiderio e timore. Per quest'anno, ultimo di affittan­za, si resterà ad Arino.

Si affaccia l'ipotesi di acquisto di un terreno di pro­prietà De Goètzen.

Il presidente Pra comunica al consiglio di avere otte­nuto dal co. De Goètzen l'impegno di vendita di un terreno di circa 11.000 mq. fronte strada in via Brenta Bassa a Sambruson.

Questo è il nuovo consiglio di amministrazione:

Agnoletto  Augusto,  Foscari  co.   Ferrigo,   Gottardo Giobatta,   Migliorini   Giuseppe,   Moresca  Modesto, Pioni Maurizio, Pra cav. Giuseppe e Rocca co. te Leone.

Sindaci: Frisotti cav. Cesare, Fattoretto dr Manlio, Novello Ezio.

1960

Le autorità in visita al nuovo cantiere. Al centro il sindaco Meneghelli, Nino Segatti e il presidente Pra.

II presidente Pra comunica che, per la costruzione della nuova cantina, il direttore Marchioni ha già appronta­to una piantina dettagliata prevedendo una costruzione iniziale per 22.000 hl ed uno sviluppo fino a 80.000 hl con i locali per la lavorazione finita del prodotto. L'ing. Carlo Bragato viene incaricato di redigere il progetto. La nuova cantina sorgerà in via Brenta Bassa, in prossimità del Ponte Novo a Sambruson di Dolo.

1961

II presidente Pra comunica che il Piano verde rallenta. Il 31 agosto scade l'affittanza. Il tempo incalza. Che fare per la nuova cantina?

Decisione: ridimensionare il progetto, approntare la dovuta documentazione, iniziare la costruzione in primavera.

Il consiglio incarica il presidente di procedere con l'acquisto del terreno De Goétzen e, con il progetto Bragato, di fruire delle agevolazioni agricole in atto al momento.

Il progetto prevede l'intero ciclo di lavorazione, dal ricevimento dell'uva alla stabilizzazione ed imbottigliamento del vino, secondo il programma della cantina: arrivare nel giro di pochi anni a vendere tutto il vino in damigiane e bottiglie. Capienza hl 24.600 Costo totale preventivato Lire 144.570.000. Approvazione unanime.

Vengono esaminate le imprese costruttrici presentatesi. Viene scelta quella che offre uno sconto del 6% sui prezzi d'appalto. E' l'impresa GEI del geom. Sardelli di Pieve di Soligo.

Il geom. Sardelli convocato s'impegna: a iniziare i lavori a fine giugno, a consegnare la cantina, non certo ultimata, ma operante per la vinificazione per settembre.

E il terreno? Seduta stante si delibera l'acquisto dai De Goétzen il noto terreno di mq 14,230 al prezzo di Lire 500 il metro quadrato.

Cessione di piccola area, futura, alla Sade per la costruzione di una cabina elettrica. Prefinanziamento per inizio costruzione di Lire 20.000.000. Esame condizioni di acquisto e pagamento di nuovi macchinari. Febbrile attività, continue riunioni e incontri.

Piano Verde? Non si sa. Intanto, assunzione di un mutuo di Lire 107.250.000 ai sensi della legge n. 949/52 per la costruzione dello stabilimento sociale.

L'uva quest'anno matura presto. La nuova cantina non è pronta. Restiamo ancora ad Arino per questa ultima vendemmia? Piuttosto ritardiamo la pigiatura? La voglia del nuovo è grande, però . . .

Le attrezzature in Arino saranno vendute. La costruzione della nuova cantina prosegue regolarmente.

1962

II 26.10.1962, per la prima volta, presso la sede sociale in via Brenta Bassa si riunisce il consiglio di ammini­strazione, e non più in prestito presso il Consorzio VII presa a Dolo.

Quest'anno sono stati vinificati q.li 21.374,11 di uva. La cantina nuova, dato anche il comportamento favorevo­le del mercato, ha registrato un notevole afflusso di nuovi soci. I soci sono 155.

1963

Sono stati vinificati q.li 20.306.24 di uva, in prevalenza merlot. A causa delle grandinate, il vino ha scarsa gra­dazione. Viene corretto con concentrati.

1964

E' necessario ampliare la cantina, sia nella capacità che nelle strutture.

Si delibera la costruzione del gruppo vasche nel capannone ovest per una capienza di hl 5.920. Vasche su due piani. Alla fine, capienza complessiva di hi 30.000. Costo preventivato Lire 10 milioni.

1965

I soci denunciano un prevedibile aumento di produzione. I conferimenti si avviano ad essere 35.000 q.li, con previsione di arrivare presto a 50.000 q.li. Il consiglio comincia a pensare di ampliare ulteriormente la cantina. Costruire a sud il capannone torchiatura? Sentire i tecnici. Viene assunto un impiegato, Pagiaro Antonio di anni 18. Ampliamento cantina.

Viene chiesto un contributo in conto capitale. Il consiglio delibera la costruzione di hl. 30.000 di vasche nel piazzale sud e di un capannone di collegamento all'attuale cantina di metri 15 da adibire alle operazioni di cari­co e scarico.

Approvazione del progetto dettagliato dell'ing. Bragato, dell'ampliamento della cantina. Spesa preventivata per l'ampliamento, come da computo metrico estimativo, Lire 139.800.000. Piano finanziario:

Lire     60.144.000    pari al 43% della spesa, contributo Lire     59.764.000    mutuo al 3% Lire     19.992.000    autofinaziamento soci. L'autofinanziamento sarà coperto mediante trattenute sulla liquidazione delle uve conferite.

1966-1967

I lavori di ampliamento della canti­na vengono affidati, dopo gara d'ap­palto, all'impresa geom. Luigi Sardelli. Il controllo dei lavori è affi­dato al consigliere ing. co. Foscari. Dalla Relazione del Consiglio di Amministrazione al Bilancio chiuso al 31.08.1967...

II presidente Pra fa un orgoglioso escursus storico: partiti in 35 soci ora siamo 430.

Dopo i modesti e puntigliosi poten­ziamenti del 1954 e del 1957, ecco:

- la costruzione della nuova cantina nel 1961,

- il suo ampliamento nel 1964,

- il secondo notevole ampliamento tutt'ora in corso.

Nel 1966 vediamo che scompare pian piano la vigna "grinton", che dava il vino "forte", dei poveri. Vigna un po' selvatica, resistente alle malattie e alle intemperie., poco esigente di manutenzione e di solfato di rame. Questo vino sarà rimpianto. Trionfa il merlot.

Sono stati vinificati q.li 25.937,23 di uva, in prevalenza merlot, poi rabosa e tocai.

1968

II presidente cav. Giuseppe Pra comunica ai consiglieri la nota del ministero dell'Agricoltura, appena arrivata, che concede un contributo in conto capitale di Lire 60.515.000 sulla spesa ammessa di Lire 134.479.000 per l'ampliamento della cantina, nonché la concessione di un mutuo al 2% di Lire 59.170.000 da contrarsi con l'Istituto Federale delle Casse di Risparmio.

Viva la soddisfazione del consiglio di amministrazione composto, oltre il presidente, da Foscari co. ing. Ferrigo, Gottardo Giobatta, Strozzi Primo, Pioni Maurizio, Migliorini Giuseppe, Carraro Primo, Agnoletto Augusto, Goliardo Eugenio. Si tratta di un consiglio composlo da persone mollo esperte e conoscitrici del mondo dell'imprendiloria agricola, per personale esperienza e impegno aziendale diretto.

Muore in luglio il consigliere Giuseppe Migliorini, figura austera, amministralore integerrimo della cantina, ma anche presidente della Latteria Sociale di Sambruson. Viene ricordato con commozione dal presidente, e amico, Pra e dai colleghi.

Dalla lettura dei registri appare la minuziosa, puntigliosa precisione del direttore Leopoldo Marchioni nel regi­strare in maniera dettagliata e ana­litica le decisioni e le delibere del consiglio di amministrazione, non­ché la sua fedele e perfetta esecuzio­ne. A distanza di anni si nota e si capisce perché la Cantina è andata avanti, pur attraversando perigliosi flutti di crisi settoriali: ha avuto amministratori e tecnici che si pro­ponevano obiettivi chiari e traguar­di raggiungibili, che fissavano veri­fiche periodiche per controllare l'esattezza, l'efficacia e la bontà delle scelte, pronti anche ad aggiu­starle tempestivamente secondo gli eventi, i mercati, le esigenze dei con­sumatori, i bisogni dei produttori, le intuizioni e le esperienze di dirigen­ti aziendali privati e sociali.

1969

Viene approvato lo stato finale dei lavori di ampliamento della Cantina sociale in via Brenta Bassa a Sambruson di Dolo di cui al prog. 28.12.65 . La spesa totale è di Lire 133.982.000. Sarà presentata domanda di liquidazione del contributo con­cesso. C'è pure da ottenere la liquidazione in unica soluzione della quota di contribuito statale di Lire 6.745.500 afferente al macchinario e alla attrezzatura mobile; i singoli componen­ti del consiglio si impegnano a dare fidejussione in proprio verso il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste. La tecnologia entra in cantina. Viene acquistata una fotoco­piatrice con una spesa di 125.000 lire per la riproduzione delle schede da consegnare ai conferenti alla liquidazione dell'uva.

I dati di vinificazione della attuale campagna: 22.923.233 q.li. Come sono lontani i tempi in cui l'allora presidente Smania sperava di arrivare a 6.000 q.li!

Leggendo i verbali ho trovato registrato una significativa annotazione che rende onore al consiglio di amministrazione della cantina e che merita di essere rievocata. Il presidente Pra comunica che., in seguito a forte produzione., le Cantine sociali siciliane si trovano in grossa difficoltà a ricevere tutta la loro uva per cui chiedono di poter ricoverare presso la nostra canti­na circa 20.000 ettolitri di vino. Pra dice testualmente "...con un'operazione del genere la cantina non troverà certamente un utile, ma nemmeno una perdita, ma, quello che più conta, la cantina avrà assolto ad un dovere morale nel dare una mano, avendo la possibilità, a delle consorelle in difficoltà".

Si ventila l'ipotesi di proporre ai soci la possibilità di costitui­re una società avente per scopo la realizzazione di un essicca­toio del mais nel Mandamento di Dolo.

1970

Scompare il vice-presidente Foscari co.ing. Ferrigo (15.10.69). Lo sostituisce il sig. Strozzi Primo.

I molteplici affari conclusi con commercianti piemontesi fanno bene sperare anche per il futuro.

Da notare i dati di vinificazione della campagna attuale: totale q.li 31.003,32, di cui ben 25.922,51 di uva merlot.

Curiosità, ma non solo! La vendemmia 1969 (abbondantissima in Sicilia, Sardegna e Romagna, deficitaria in Piemonte e Oltrepò Pavese, normale nelle altre regioni) ha fatto registrare una produzione nazionale di circa 68 milioni di hi di vino. Dove sta la novità? La cantina di Dolo di misura e si commisura con dimensioni di gran lunga più ampie del suo territorio. Perché? Perché si sente solida, collabora con entità analoghe di altre regioni. Sono lontani i tempi in cui alcuni carretti che non arrivavano da Campolongo Maggiore potevano mettere in crisi la cantina, perché la sua produzione andava sotto il minimo necessario per ammortizzare le spese, paventando così la chiusura. Si respirano arie nuove. E progetti sempre più ambiziosi.

Dalla relazione al Bilancio al 31.08.70 cogliamo queste affermazioni del presidente Pra: "... al buon andamento del mercato certamente non poco ha influito l'accordo raggiunto nella CEE per la libera circolazione del vino a partire da giugno di que­st'anno. E' un avvenimento questo che certamente farà passare alla storia il 1970, alla storia della nostra vitivinicoltura".

E' un linguaggio forte che dimostra sicurezza e conoscenza dei mercati, ben lungi dalle vendite nel dopo guerra dei piccoli produttori con la "frasca" in contrada.

II mondo agricolo, il mondo contadino, come tutti, deve fare i conti. Anche in canti­na si fanno, eccome! Eppure ci sono lampi che illuminano i comportamenti dei nostri "vecchi". Eccone uno. Commemorando il vice-presidente Foscari, recentemente scom­parso, il presidente usa questa felice espressione "... vada a lui la nostra riconoscen­za per quanto ha fatto per la collettività e soprattutto per il luminoso esempio che ci lascia e che ci aiuterà ad essere migliori. "

Sembra incredibile che persone piene di debiti e di preoccupazioni per la roba degli altri, riescano anche a trovare momenti di tanta semplice, lirica umanità.

1971

L'euforia per la liberalizzazione della vendita del vino è passata. Il mercato va sempre più appesantendosi. I nostri vini restano in cantina. Imperano sul mercato i vini di Romagna. Le cantine sollecitano il governo ad auto­rizzare la distillazione agevolata per sottrarre al mercato i vini più scadenti la cui influenza è deleteria. Il presidente illustra le iniziative in corso, sotto il patrocinio dell'Ente Tre Venezie, per la costituzione di un Consorzio di 2° fra cantine sociali delle province di Venezia, Padova e Vicenza, al quale anche la nostra canti­na è sollecitata ad aderire. In consiglio c'è perplessità.

Relazione al Bilancio chiuso al 31.8.71. La liberalizzazione CEE è un'arma a doppio taglio: possiamo esporta­re, ma dobbiamo anche importare. Quest'anno la Francia ha aumentato la sua produzione del 40% rispetto all'anno precedente. Il timore della sovrabbondanza ha paralizzato il mercato fin dalla vendemmia. Inoltre la zona della nostra influenza, alla vigilia della vendemmia (11.09.71), è stata attraversata da una disastrosa trom­ba d'aria che ha distrutto 4.000. q.li d'uva, con l'aggravio di averne vinificati altrettanti fortemente danneggiati e immaturi.

Il 5.12.71 l'assemblea dei soci elegge il nuovo consiglio di amministrazione nelle persone di: Agnoletto Augusto, Baldan Antonio, Carraro Primo, Gottardo Eugenio, Gottardo Giobatta, Pioni Maurizio, Pra comm. Giuseppe, Rocca Carlo Maria, Strozzi Primo. Il nuovo consiglio rielegge le stesse cariche sociali precedenti per acclamazione: Pra presidente, Strozzi vice.

1972

La cantina ricorre ai benefici CEE per coloro che, non riuscendo a vendere, devono ricorrere allo stoccaggio. Si delibera lo stoccaggio di 6.000 q.li di vino per tre mesi. Il direttore tecnico Marchioni ed il presidente devono "giocare" sui tempi per vendere a prezzi convenienti, a volte rischiare, a volte anticipare le crisi del mercato. E non sempre può andare bene.

Solite difficoltà di mercato che, comunque, ogni anno, in qualche modo, vengono superate. Il presidente comunica la necessità di alcuni lavori di manutenzione piuttosto consistenti; avverte inoltre che per il prevedibile futuro ampliamento dell'impianto di pigiatura e per la costruzione di un capannone servizi e officina interesserebbero alla cantina circa 4.000 mq di terreno attualmente di proprietà degli Eredi De Goétzen. Meglio se nell'occasione la trattativa potrà estendersi ad un appczzamento maggiore per ogni eventua­le futura necessità della cantina.

In base alle nuove norme CEE la cantina non potrà più vinificare le uve clinton a partire dalla prossima ven­demmia.

Sparisce non solo un vino, ma un costume, un tipo di lavorazione, un sapore irripetibile.

Annata di ridottissimo conferimento a causa delle ripetute grandinate, particolarmente per le zone di Camponogara e Campagna Lupia. Sono stati vinificati soltanto q.li 20.133,15 e per il 70% più o meno grandi­nata. Per la correzione del grado sono stati utilizzati q.li 909,50 della Toscana.

Aumentano le vendite al dettaglio. Il nostro vino è largamente consumato e gradito.

1973

Si preparano i festeggiamenti per il 25° anniversario della cantina. Come? Convocazione dei soci in un sabato di maggio "e... breve discorso, qualche meda­glia ricordo e... modesto rinfresco". La proverbiale oculatezza e la parsimonia degli amministratori non si smentiscono neanche ora. Festa sì, ma senza sprechi!

Cresce l'entusiasmo dei festeggiamenti del 25° anni­versario di fondazione. Ora si propone di festeggiare con una gita sociale a Trento-Bolzano-Merano da effettuarsi il settembre p.v.

Per quest'anno la terza linea di pigiatura non è possi­bile costruirla, manca il tempo. Arriverà il ribaltabile già commissionato: valore Lire 2.000.000. Le trattative con i De Goétzen vanno a rilento. Eppure occorrono nuovi spazi ove trasportare meccanicamen­te i raspi dalle pigiatrici. Nelle condizioni attuali, la 3A linea esaspererebbe il problema dell'accatasta­mento. Che fare?

Tema ricorrente ad ogni riunione del consiglio è la con­tinua variazione del libro soci. Soci che recedono, per­ché defunti, altri che dividono le quote ai figli, altri che si iscrivono. L'attività e l’economia agricola interessa ancora un grande settore della nostra popolazione. Poche le donne socio, per lo più vedove.

Molte volte i verbali si chiudono con questo assioma... "valorizzazione del nostro prodotto per il buon nome della nostra Cooperativa. " L'istinto atavico del conta­dino di salvaguardare il buon nome personale, della famiglia, del parentado si trasferisce intatto nell'impe­gno sociale lasciando sempre un'impronta positiva.

1974

La provincia di Venezia vieta lo scarico delle acque reflue. I lavaggi inquinano, bisogna costruire vasche di depurazione. Urge il terreno De Goétzen. Quelli tergiversano.

L'acquisto del pezzo di terreno dei De Goétzen è urgente e indispensabile per installare un depuratore delle acque reflue e il nuovo ribaltabile. Occorrono soluzioni a breve, risolutive. Sono stati vinificati q.li 25.996,20 d'uva, in grandissima prevalenza merlot.

Il presidente comunica che in osservanza alla L. 114/74, la nostra Cooperativa ha iscritto gli operai dipendenti presso l'Ufficio Contributi Agricoli Unificati a decorrere dal 01.01.74. Di ciò si è dato avviso all'INAM, all'INPS, all'INAIL. All'INPS sono perplessi e attendono chiarimenti da Roma.

Gli amministratori hanno tutte le buone intenzione di essere in regola, di rispettare le norme, ma neppure coloro che dovrebbero controllare sanno cosa controllare. Questo è quanto appare dai verbali. Dato che la legge assegna esplicitamente la nostra cooperativa al settoreagricolo, converrà trovare un accordo con l'ENPAIA sulla vertenza in corso.
Ad esso intanto saranno iscritti gli impiegati a partire dal01.01.75.

Bisogna acquistare una centrifuga  per chiarifichevino.

Persistono diffi­coltà di mercato per vendite di grosse partite. Va bene la vendita al dettaglio.

1975

Notizie luttuose appaiono, ogni tanto, attraversano le righe annotate con grafia scorrevole e chiara da Marchioni. E' morto il consigliere Agnoletto Augusto (09.04.75). Originario di Campoverardo era consigliere dal 1953. Un'altra tessera del mosaico storico si stacca, ma il quadro è solido e resistente. La cantina va. Beh! Che succede? Sono stati venduti all'ingrosso 900 q.li di vino merlot gr. 12 a Lire 1.300 ettogrado. Buon segnale, buono il prezzo.

Sono stati vinificati q.li 24.362 di uva, per il 60% colpita da attacchi di peronospora. Si acquistano mosti nuovi da correzione dalle cantine sociali di Lonigo e di Bagnacavallo.

Trascorrono anni di lenta e progressiva affermazione della cantina. I problemi sono i soliti, quasi attesi, ma sem­pre affrontati e superati con determinazione e pazienza.

Dati ISTAT: - Italia: - Vendemmia 1973: 76 milioni di quintali di uva.

                             - Vendemmia 1974: 73 milioni di quintali di uva.

Nuovo consigliere: Biancato Prosdocimo.

Sempre aperta la controversia con l'INPS per il versamento dei contributi. La cantina è settore industria oppu­re agricoltura? Il consiglio ricorre alla Magistratura per una definitiva soluzione.

Problema depurazione acque: vengono scavati i fossati intorno per avere un dislivello funzionale per lo scarico del depuratore. Si lavora d'intesa con la Provincia e il consorzio Bonifica.

Viene deliberata la spesa di Lire 11.396.000 per la verniciatura con resine del primo lotto di 25 vasche. Proseguono i lavori costanti per tenere la cantina sempre efficiente.

Occorre sistemare l'impianto di pigiatura con la creazione di una terza linea di scarico uve e l'installazione di almeno 2 serbatoi vinificatori da 3000 hi. Il problema insormontabile resta sempre quello del terreno di espan­sione che manca! I proprietari non vogliono vendere aree a parcelle, caso mai vendono l'intero fondo. Si pensa di rivolgersi alle Autorità: si tratta di necessità di notevole interesse pubblico.

1976-1977

Si sta sbloccando la ver­tenza con gli Eredi De Goétzen. Sono in 15! Il terreno è condotto in affitto da Giacomo Segato. Con i buoni uffici del geom. Guerrino Bettini di Fosso, noto esperto del settore, si sta, finalmente, risolvendo l'annoso problema del­l'espansione della canti­na. Sull'appczzamento interessante la cantina, di ettari 9,53, il direttore Marchioni chiede, ed ottiene, un piccolo appezzamento di suolo di circa 5.000 mq per la costruzione della sua abi­tazione.

Alla cantina andranno Ha 4,67 al fittavolo Ha 4.85

II fittavolo Segato è disposto di lasciare libera la quota di area spettantegli, mq 41.740 per la somma convenuta, da effettuarsi al momento del possesso del terreno.

1981

I commercianti lamentano una impressionante diminuzione dei consumi. La Cee ha emanato provvedimenti per la distillazione eccezionale del 15% della produzione (quotazione vino rosso a Lire 2.674,86 ettogrado). Il con­siglio raccomanda che nessuna trattativa di vendita venga trascurata.

A novembre il mercato è attivo e interessato con prezzi che aumentano giornalmente, perché i produttori si fanno a loro volta sostenuti, constatata la scarsità imprevista del raccolto. Si vende bene, finalmente! I bianchi comu­ni gradi 9-12 a Lire 2.800/3.000 ettogrado. Le condizioni di salute del direttore Leopoldo Marchioni non sono buone.

II presidente Pra comunica. Venti anni fa, nel 1961, iniziammo la costruzione del nostro stabilimento sociale, con tanto entusiasmo e tanta ansia. Era praticamente una rifondazione della nostra cantina. Abbiamo costruito il nuovo stabilimento in una posizione invidiabile, lo abbiamo ingrandito... mantenuto efficiente con manuten­zioni ordinarie e straordinarie... dotato di una attrezzatura ottima ed efficiente senza strafare... abbiamo aumen­tato l'area di proprietà dai 14.000 mq iniziali agli attuali 56.000 mq in modo da rendere possibili eventuali futu­re necessità di ampliamenti... Abbiamo condotto una politica finanziaria guardinga che ci ha portati all'autofi­nanziamento senza mortificare le liquidazioni delle uve.

C'è evidente soddisfazione nei soci e negli amministratori.

1982

II presidente commemora con commosse parole la nobile figura del direttore Leopoldo Marchioni improvvisamente scomparso il 5 febbraio 1982. Direttore dal 1952, ha dedicato la sua vita alla attività della cantina con competenza, passio­ne, esempio di fedeltà alla istituzione stessa. In sua memoria vengono devolute Lire 200.000 all'asilo parrocchiale di Sambruson e una targa in bronzo a memoria.

21.06.1982 - II presidente Giuseppe Pra propone l'assunzione del nuovo diretto­re nella persona del sig. Pierantonio Angeli. Il consiglio approva.

Innovazione e creatività si aggiungono a collaudata esperienza. Tra i due nascerà una profìcua fruttuosa collaborazione che renderà più agile ed efficace il lavoro del consiglio di amministrazione.

1983

Si dimette il consigliere Primo Strozzi.

E' stata una annata record per la cooperativa. Uve conferite q.li 43.555,88, con un incremento del 25% rispet­to all'anno precedente. Soddisfazione e preoccupazione! Le esportazioni seguono il passo in negativo. Meno 24,7% in quantità e meno 3,4% in valore. Vendite in cantina. Bene settembre e ottobre. In netto calo il mese di novembre.

Il presidente Pra esprime la soddisfazione del consiglio per la buona liquidazione ai soci. Un ringraziamento anche ai collaboratori dipendenti.

21.12.83 - Questo è il nuovo consiglio di amministrazione:

Pra gr. uff. Giuseppe-presidente, Pioni Maurizio-vicepresidente, Levorato Giovanni, Terrin Antonio, Carraro Primo, Ragazzo Roberto, Baldan Antonio, Monetti Pietro, Rocca Carlo Maria.

Il collegio sindacale è formato dai sigg.: il rag. Fossen Pietro-presidente, Novello Ezio, Cazzuffi Franco.

1984

Flessioni nei mercati e nelle vendite al minuto in cantina.

Per la liquidazione uve conferite, q.li 43.555,88, dedotte le spese, rimangono Lire 1.148.680.000, pari a Lire 26.372 il q.le.

E' in corso una iniziativa di più cantine sociali al fine di ottenere la denominazione del vino Merlot della Riviera del Brenta. Il consiglio decide di aderire all'iniziativa e incarica il direttore Angeli di seguirne gli sviluppi. Viene assunto l'impiegato Fossen geom Franco.

Il direttore Angeli illustra al consiglio le previsioni e i costi di ristrutturazione dell'impianto di pigiatura, non­ché dell'acquisto di macchinari indispensabili, tra cui una sonda preleva-campioni comandata da terra, con con­seguente risparmio di manodopera.

Scompare il consigliere Antonio Baldan, che viene commemorato dal presidente. Cordoglio unanime.

Si nota un calo di produzione del 16,92% rispetto alla eccezionale annata precedente, ma non un aumento di prezzi. Purtroppo il 90% delle uve conferite non sono perfette e hanno una gradazione molto bassa. Si perfezio­nano contratti per la distillazione.

Dal registro soci: al defunto Baldan Antonio subentra il nipote Baldan Stefano. Nella storia della cantina si affac­cia per la prima volta la figura del futuro presidente.

1985

E' di questi giorni la notizia della distillazione obbligatoria in funzione delle rese per ettaro, ed è questa la prima volta nella storia del settore vitivinicolo che si da attuazio­ne a tale nome. In base al bilancio di previsione, quando risulta che le disponibilità di vino da tavola nella CEE superano all'inizio della campagna i 5 mesi di utilizzazione normale, con la distillazione obbligatoria deve essere elimi­nato il quantitativo eccedente.

Il dirigente Angeli risiederà nell'abitazione della cantina. Nel terreno incolto di proprietà della cantina verranno semi­nate barbabietole. Persiste un andamento positivo del mercato.

1986

Sono stati vinificati q.li 39.322,17 di uva, di cui 37.121, 53 di merlot.

Elezione del presidente, dopo il rinnovo del consiglio. Riconfermato il gr. uff. Giuseppe Pra. Vice-presidente Maurizio Pioni.

1987

Si preparano i festeggiamenti per il 40° anniversario della fondazione della cantina..

Il presidente informa il consiglio sull'esito di una visita fiscale di quattro giorni, promossa dal Ministero dell'Agricoltura e dalla finanza. Alla fine, viene espresso giudizio di corrispondenza e regolarità delle operazio­ni, per cui non viene mosso alcun rilievo. Vivo compiacimento viene espresso al dirigente Pierantonio Angeli.

Il sig. Novello Ezio appare come nuovo presidente del collegio sindacale.

1988

Si registra una annata di produzione scarsa: sono stati vinificati q.li 18.807,96 di uva. Visita dell'Uls nel corso della vendemmia. Tutto regolare.

Aumenta il numero dei soci che recedono per estirpazione dei vigneti.

1989

Buono l'andamento del mercato, quotazioni sostenute. Merlot: Lire 4.888/5.000. Bianchi: Lire 5.700/6000 ettogrado. Liquidazione uva: Lire 48.000 il quintale.

Nuovo consiglio di amministrazione:

 Baldan Stefano, Cacciavillani Luigi, Levorato Giovanni, Monetti Pietro, Pioni Maurizio, Pra Giuseppe, Ragazzo Roberto, Terrin Antonio, Muraro Roberto.

Collegio sindacale: Novello Ezio-presidente, Cazzuffi Franco, Carraro Isidoro.

Presidente Pra. Vice-presidente: Muraro Roberto.

1990

Si discute di ristrutturazione dello spaccio e uffici e locali vendita vino.il consiglio incarica il direttore a repe­rire le risorse finanziarie per fronteggiare la spesa.

Viene presentata una relazione tecnico-eco­nomica alla regione Veneto che la accoglie stabilendo di erogare per la validità del pro­getto Lire 94.000 milioni a fondo perduto pari al 25% della spesa ammessa quantifi­cata in Lire 376 milioni e il rimanente in conto capitale da restituire a rate a tasso agevolato. Ma i lavori rallentano se non si risolve contemporaneamente il problema dello smaltimento delle acque reflue come preteso dali'Uls. Il consiglio, sentito il pare­re del direttore Angeli, delibera la costru­zione anche di un nuovo impianto di depu­razione.

1991

Si registra una contrazione nazionale nel consumo del vino. Si scende da un consumo medio annuo, prò capite, di litri 70 nel 1986 a litri 62,5 nel 1990. La vendita diretta, attraverso lo spaccio, può rappresentare oggi il moderno canale distributivo ed essere uno dei veicoli più efficaci per promuovere la genuinità del prodotto e del suo consumo.

Nella stagione vinicola 1990, la produzione italiana di vino è stata contenu­ta in 57 milioni di ettolitri, continuando la tendenza alla diminuzione in corso da almeno un triennio.

Urge accelerare un processo di ammodernamento che, oltre a coinvolgere le strutture, suggerisce il direttore Angeli al consiglio, sia in grado di qualifica­re e differenziare i prodotti in vendita creando, se necessario, anche un mar­chio che ci distingua e diventi, di per sé, un veicolo pubblicitario.

Il nuovo depuratore è già in funzione.

Sono stati conferiti alla cantina: dal mandamento di Dolo, q.li 29.675,78 di uva; dalla cantina associata dei Colli Berici q.li 15.458,00. Il dirigente della cantina informa il consiglio sull'andamento dei lavori di ristrutturazione dello spaccio. Il consiglio discute diffusamente sulle solu­zioni più opportune. Viene deciso di distinguere chiaramente la zona vendi­te dalle altre strutture.

1992

II mercato è completamente fermo. Le vicende del vino al metanolo hanno alimentato un clima di sospetto nei consumatori, anche se poi tutto è finito nel nulla. Se poi aggiungiamo la progressiva diminuzione dei consumi abbiamo un quadro piuttosto desolante.

Per il sei settembre si prevede di inaugurare il nuovo spaccio. Vendemmia 1992: conferiti q.li 38.607,26 di uva dal Mandamento di Dolo e q.li 10.550.00 dalle cantine dei Colli Berici, per un totale di q.li 49.157,26.

Leggendo ... la Relazione al Bilancio al 31.08.1992.

Traspare evidente negli amministratori la consapevolezza di tempi difficili, ma anche la forza e la determinazione di emergere, cercando di migliorare la qualità del pro­dotto, piuttosto che cercare la quantità. Il porsi degli scopi e degli obiettivi, indicando la via e i mezzi per raggiungerli, è sempre stato un metodo, una caratteristica vincen­te. Puntuale suggeritore, nei momenti criti­ci, e tempestivo esecutore, il direttore della cantina, bene assistito dai suoi collaborato­ri.

1993

Mercato: tutti i prezzi sono in netta flessione. Il direttore Angeli, su invito del presidente, relaziona e informa, suggerisce. Occorre tentare nuove vie, promuovere iniziative pubblicitarie, sondare nuovi canali. Il consiglio lo incoraggia ad esplorare e a proporre.

26.04.1993 - Viene commemorato il consigliere Carraro Primo, da poco scomparso.

La grande famiglia dei soci della cantina passa sotto gli occhi del lettore in forma burocratica, se vogliamo, ma con un afflato di quasi tenerezza, avendo visto molti nomi, fatti, eventi scorrere veloci, molte problematiche sorge­re e sgonfiarsi, altre a sopravvenire, ma sempre affrontate con grande determinazione, prudenza, e saggezza nel tempo stesso, dai presidenti e dagli amministratori, dai direttori che si sono susseguiti, sempre dediti alla loro coo­perativa come ad una grande famiglia allargata. Questo si vede, si sente, si legge, e va detto. Ci sono soci che scompaiono, ma con loro non cessa solo una vita, cade un pezzo di storia, muta una tessera del mosaico della nostra comunità, cambia il nostro modo di essere. Ce ne accorgeremo più avanti. Di ciò l'autore di questa pubbli­cazione si accorge e questo registra. Ad alcuni che lasciano, altri figli subentrano, pochi altri entrano per la prima volta. E' la grande girandola della vita che si sussegue incessante con nuovi slanci e nuovi entusiasmi. Grazie al cielo! E' così che la vita continua. Chi se ne va lascia vuoti non solo familiari, ma anche sociali; scompaiono, inte­se, rapporti, visioni e imprese immaginate o solo additate. Ci sono perdite di umanità e di grandiosità che noti solo quando fai la storia, con sguardo dall'alto, con sguardo lungo di determinate epoche, di decenni di vita comuni­taria. Vedi piccole, fascinose idee diventare imprese. Noti tante piccole laboriose famiglie che si stemperano, figli che lasciano la terra, approdando ad altre professioni, ad altri luoghi, ad altri affanni. Però, a chi resta, e conti­nua a trattare la terra come una madre cui tutto devi, che puoi solo amare e rispettare, si allargano i confini, gli obblighi, le preoccupazioni, ma anche le soddisfazioni di chi riesce a creare con le sue mani, con la sua esperien­za e la fiducia nell'intraprendere, sempre cose nuove. Pur lavorando negli stessi luoghi e le stesse zolle. Non dimen­tichiamo che la vera storia dell'uomo è iniziata quando, smessa la caccia e la pesca e l'inseguimento agli anima­li migratori, si è fatto stanziale, ha lavorato la terra, si è organizzato in comunità di più famiglie. Dandosi subi­to delle regole, delle leggi. Perché l'aveva imparato, da subito, dalla natura, con le stagioni che tornano, con il clima, la pioggia e la grandine, le semine e le maturazioni, le raccolte che scandiscono i giorni, gli anni, le caden­ze del lavoro. Il lavoro non è solo il momento del riscatto biblico, è anche la ragione, il premio, il respiro che porti in famiglia, è il segno, il tocco distintivo della vita di ciascuno di noi.

21.06.1993 - Ecco! Un altro pezzo di storia della cantina che si stacca: Pioni Maurizio, uno dei fondatori, è scomparso. Il presidente e tutti i presenti lo commemorano commossi.

Il mercato è sempre stagnante. E' indispensabile trovare nuovi sbocchi commerciali.

Per la prima volte non vengono accolte domande di nuovi soci. Il loro prodotto andrebbe ad aggiungersi all'invenduto.

La cantina ricorre spesso a mutui e alle agevolazioni regionali di settore.

25.11.1993 - II presidente informa il consiglio circa i nuovi criteri seguiti nella formulazione del bilancio chiuso al 31.08.1993 (ai sensi dell'art. 2427 e 2426 del C. C.). E' un momento importante e basilare nella vita della cooperativa.

Sono stati consegnati q.li 48.319,85 di uva. E, finalmente!, le prospettive di mercato fanno ben sperare per la collocazione del prodotto.

1994

Stragliotto Antonio subentra al defunto consigliere Carraro Primo, su decisione della assemblea. Preoccupazione viva per le decisioni Cee che impongono norme tassative e "punitive" di distillazione obbligatoria. Il presidente riferisce di manifestazioni dei produttori a Treviso, Verona e Roma. Ai produttori è fatto obbligo di assume­re partita IVA.

Il consiglio ha la sensazione che le norme fissate per regolare la produzione a difesa del mercato si siano rivelate, nel tempo, un boomerang contro le giuste aspettative di coloro che traggono il proprio sostentamento dalla viticoltura. La grande distribuzione appare sempre più evidente nella realtà del domani. Bisogna affrontare i tempi di recessione e cercare di introdursi nei nuovi criteri di distribuzione.

Le nuove iscrizioni sono ancora chiuse, ma, qualora si decides­se in seguito di riaprirle, la quota di ammissione sarà non più di Lire 7.000 ma di Lire 20.000. Il significato della delibera è evi­dente: fiducia e timori, in questo momento, camminano insieme.

14.06.1994 - II Tar del Lazio ha accolto i ricorsi presentati dalle Cantine Sociali del Veneto contro la distillazione obbligatoria. In pratica è stata sospesa in Italia l'applicazione del provvedimen­to Cee che la imponeva, rimandando però la decisione finale al Tribunale di primo grado di Lussemburgo. La cantina è assistita dall'avvocato Cacciavillani.

26.08.1994 -Per motivi di famiglia il consigliere Ragazzo si dimette. Il presidente gli invierà una lettera di ringraziamento per l'impegno svolto.

Nuovo consigliere è Carraro Stefano.

Il registro clienti annota 82 nominativi, di cui 32 movimentati nel corso dell'esercizio. I termini medi di incasso si allungano, dai 33 giorni media dell'anno precedente ai 42 giorni attuali.

I fornitori sono 233. I tempi medi di pagamento sono passati da 65 giorni precedenti agli attuali 58 giorni.

Di nuovo si accolgono domande di associazione.

1995

II direttore Angeli informa il consiglio sulla proroga dei termini per ottemperare all'obbligo della distillazione. Il vicepresidente Muraro consiglia prudenza: conserviamo una parte di vino qualora cadesse la proroga, allo scopo di poter adempiere agli obblighi di legge senza pregiudicare l'annata in corso. Il consiglio delibera per­ciò di ritardare il più possibile eventuali nuovi contratti per essere preparati all'eventuale emergenza descritta da Muraro.

13.03.1995 - II ministero ha concesso una proroga per la distillazione obbligatoria 1994. Ma, pur mettendo a disposizione il vino non soggetto a contratto, non si riesce ad ottemperare all'obbligo di legge di distillazione obbli­gatoria. Grande affanno. Non si sa come sbloccare la situazione. Di positivo c'è che per il 1995 non scatterà la distillazione obbligatoria per cui nostri bilanci non soffriranno di questi oneri impropri. Dice il presidente Pra.

Per fortuna le quotazioni sono sostenute e vanno da Lire 6.700/7.300 per i vini rossi. Anche le vendite al dettaglio registrano un lieve miglioramento.

Il presidente del collegio sindacale, Ezio Novello, rassegna le dimissioni dall'incarico in seguito a grave incidente stradale. Il presidente Pra e tutto il consiglio si rammaricano per l'accaduto, formulano i migliori auguri di pronta guarigione.

Nel collegio sindacale entra Mario Bertellini.

Il direttore informa che la pesa attuale è inadeguata in quanto i mezzi utilizzati per il trasporto dell'uva sono per lo più bilici la cui portata e lunghezza superano le possibilità di pesatura. Bisogna rivolgersi a terzi! I consiglieri sono propensi all'acquisto di una pesa usata, come suggerito dal direttore Angeli.

I soci sono avvertiti di presentare denuncia di produzione ai comuni onde evitare pesanti sanzioni per loro e per le loro cantine, se hanno ottenuto contributi Aima.

Le uve saranno classificate da un perito esterno, a seconda della categoria: ABC.

29.11.1995 - Cazzuffi Franco è il nuovo presidente del collegio sindacale.

E' un altro momento significativo per la vita della cantina. La cooperativa cresce e si rinnova, ma anche si osserva., guarda indietro un momento per godere dei buoni passi compiuti, prima di procedere ad ulteriori balzi, adeguati ai tempi.  Un grande presidente, consapevole di questo, dopo moltissimi anni di responsabilità in prima persona, annuncia che non si ricandiderà, per ragioni di età e di salute. Il presidente Pra invita a restare uniti. "Squadra che vince non si cambia. " I consiglieri rin-

graziano  il  loro presidente per tutto quanto ha fatto in moltissimi anni per la cooperativa e accolgono il suo invito all’unità.

21.12.1995

Si conclude la lunga, fruttuosa presidenza Pra. Viene onorato con la consegna di una medaglia d'oro. Entrano personaggi nuovi alla guida della cooperativa.

E' un momento storico, di passaggio di consegne.

Si riunisce il nuovo consiglio: Baldan Stefano, Baldan Rinaldo, Canova Gianantonio, Carraro Stefano, Levorato Giovanni, Terrin Antonio, Stragliotto Antonio, Muraro Roberto.

Funge da segretario il direttore tecnico Pierantonio Angeli.

Sono presenti i sindaci: Cazzuffi Franco, Bertellini Mario, Rossato Pierluigi.

Si procede alla votazione con scheda segreta.

Viene proclamato presidente per il triennio 1995/96-1997/98 Baldan Stefano, che accetta.

Viene confermato Muraro Roberto nell'incarico di vice-presidente.

Il momento è delicato per situazioni esterne alla società. Lo si avverte negli atti delle assemblee. Si nota il forte e appassionato supporto tecnico del direttore della cantina che avverte, promuo­ve, raccomanda. Comunica che le difficoltà che il consiglio avrà di fronte sono la riduzione dei consumi, la riduzione della superficie vitata, il conseguente aumento dei prezzi, ma con proba­bile perdite a vantaggio dei Paesi extra-comuni-tari emergenti, con scarse regole, scarsa discipli­na, minore qualità. Concorrenza arriverà dall'Australia, dal Sud America, dai Paesi dell'Est. Fantascienza? Non proprio. Succederà. Allora è su questo, sulla qualità, che bisogna puntare. Bisogna emergere, distinguersi dal mucchio e farsi notare, farsi apprezzare, farsi scegliere dai consumatori. Si può dire che l'idea della futura D.O.C. Riviera del Brenta comincia la sua gestazione ora.

1996

La Latteria sociale di Campagna Lupia chiede alla cantina di associarsi e di esporre quindi il proprio prodotto da vendere in due serbatoi inox. Favorevoli, in linea di massima.

Il presidente Baldan ritiene che una delle strategie dell'azienda debba essere quella di cercare altri canali com­merciali, oltre allo spaccio, e che sia necessario iniziare ad attrezzarsi per non perdere delle opportunità e per crearne sempre di nuove.

L'andamento del mercato preoccupa. Ci sono segni di cedimento nelle esportazioni anche se si mantengono buone le vendite al dettaglio.

1997

Si nota un cambio di passo nella gestione. Le proposte di ammodernamento tecnologico riguardante gli impianti e le attrezzature si susseguono e trovano accoglienza in consiglio.

Prosegue la collaborazione con la Latteria sociale di Campagna Lupia. Vengono esaminati preventivi per l'in­stallazione della nuova pesa, secondo il capitolato stilato dal geom. Gianni Smania. Costo dell'opera preventivato in Lire 25.642.420 + Iva. L'offerta più vantaggiosa appare quella dell'impresa edile Baldissera snc. Si celebrerà quest'anno il 50° anniver­sario di fondazione della cantina con appropriate iniziative nella giornata di domenica 22 giugno. Pranzo a carico dei soci partecipanti: costo Lire 39.000. Diminuiscono i consumi prò-capite? Allora bisogna aumentare il numero dei clienti, dei consumatori. In tal senso si muove il consiglio di amministrazione. Al pranzo del cinquantenario hanno partecipato duecento persone. Festa riuscita.

Vengono accolte dimissioni del consigliere Terrin Antonio, in seguito alla estirpazione del vigneto e decadenza conseguente alla elezione. Il presidente lo ringrazia per la sua fattiva collaborazione.

L'annata 1997, in Italia, ha creato vari problemi dovuti alle forti gelate primaverili e alla persistente siccità esti­va, fenomeni che hanno colpito importanti regioni vitivinicole determinando un calo significativo di produzione: 50,5 milioni di ettolitri, secondo l’Istat.

Anche da noi c'è stato un forte calo di produzione, ma un miglioramento del prodotto che viene apprezzato e richie­sto. Per questo prosegue e si intensifica lo sforzo della direzione, su decisione del consiglio, a trovare sempre nuovi sbocchi di mercato, innovativi, per allargare i contatti territoriali e i consensi dei consumatori.

1998-99

E' stata presentata richiesta di contributo per l'imboschimento di ha 3,66 dell'azienda agricola Cantina social per mancato reddito. Trattasi dell'ampio spazio a sud della cantina. La domanda di contributo ammonta a Lir 51.498.000. L'unico vincolo è l'obbligo ventennale di mantenimento.

Il presidente informa il consiglio dell'accordo concluso con Lattebusche.

Lattebusche anticiperà la somma di Lire 55 milioni necessari per la ristrutturazione del punto vendite, somma che sarà scalata dall'affitto che si andrà a determinare. E' prevista una sola cassa. I costi del personale saranno ripartiti in base al reciproco fatturato. Il compenso per l'affitto sarà determinato in base a prezzi medi di mercato. I prodotti di Lattebusche saranno confrontabili con quelli della grande distribuzione. Il direttore Angeli vien invitato a presentare un progetto tecnologico di massima sulle nuove esigenze aziendali. Si ventila l'ipotesi d collaborare anche con la Banca del Veneziano.

15.04.1999 - II direttore Angeli, su invito del presidente Baldan, relaziona sul progetto di innovazione tecnologica riguardante la vinificazione, che avviene, ora, utilizzando le vasche dei piani alti. La procedura della estrazione delle vinacce è manuale, inadeguata, rispetto alle norme di sicurezza. Segue ampia e dettagliata descrizione delle opere innovative necessarie. Spesa preventivata di 300 milioni + Iva. In realtà si raggiungerà lo stesso obiettivo con notevoli risparmi in quanto parte delle attrezzature verranno reperite usate e in perfetta efficienza. L'assemblea, appositamente convocata il 12.06, approva, anzi suggerisce di valutare l'opportunità di creare u fondo di finanziamento fruttifero volontario ad hoc, alimentato con la liquidazione dei soci.

Entro il mese di giugno dovrebbero concludersi i lavori di sistemazione dello spaccio Lattebusche.

L'Associazione Artigiani porterà la sede a confine con la proprietà della cantina, ma chiede di acquistare un lotto di terreno di 2000 mq, non più di 700 mq, per rendere agibile la sua attività. Visto il potenziale richiamo e movimentazione vicino la cantina, il consiglio delega il presidente a trattare.

2000

Leggero miglioramento nelle vendite dello spaccio della cantina nei mesi di novembre e dicembre. All’ingrosso i prezzi sono in calo e permangono difficoltà a collocare il prodotto.

16.03.2000 - La Latteria di Campagna Lupia intende acquisire lo Spaccio vino di Oriago. La cantina si impegna a fornire il vino che sarà richiesto agli stessi prezzi praticati per Campagna Lupia.

13.04.2000 - II consiglio viene informato dettagliatamente circa l'ordinanza del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali che ingiunge il pagamento di una grossa multa per presunta inosservanza delle disposizio­ni che prevedevano di consegnare una parte di vino da tavola alla distillazione a titolo di quota d'obbligo nella campagna 1993/1994.

Il ricorso a suo tempo alla Corte di Lussemburgo si è concluso negativamente, nonostante vi fosse la costituzio­ne dello Stato italiano in senso favorevole all'annullamento delle misure di distillazione 1993/1994. Visti i ter­mini pesanti dell'ingiunzione, dopo ampia riflessione, il consiglio decide di pagare, per ora, ma di ricorrere tra­mite lo studio dell'avv. Cacciavillani per chiedere il rimborso.

Viene assunto l'impiegato Masato Roberto in sostituzione di Pagiaro Antonio che ha raggiunto la quiescenza.

Il consiglio autorizza il presidente Baldan a trattare la vendita di un lotto di terreno della cantina alla Associazione Artigiani del Mandamento di Dolo per complessive are 2.430.

La cantina, in collaborazione con la Federazione Coldiretti, Già e Unione Agricoltori ha aiutato i soci nella pre­disposizione del catasto vitivinicolo. Il rag. Pierluigi Rossato è nominato presidente del collegio sindacale e Danieli Pietro è nominato sindaco effettivo.

Il vicepresidente Muraro fa presente che occorre regolarizzare i recessi da socio. Quando l'azienda investe lo fa nella misura e nell'interesse dei soci. Quando questi si defilano creano problemi a chi resta. Argomento da approfondire, anche alla luce della possibilità di acquisire i diritti di chi estirpa.

Inizia il nuovo millennio. Cambiamo modo di scrivere la data. Fingiamo di non farci caso, i giorni sono, sembra­no, sempre uguali. Invece c'è qualcosa di nuovo. E' diffuso il desiderio di cambiare, di affrettarsi verso il meglio, di cercare sempre nuove motivazioni e nuove energie.

Torna martellante il richiamo tecnico: la qualità, la qualità... più che la quantità.

Avvertimento: le statistiche ci dicono che diminuiscono i consumi prò-capite, ma le scelte sono sempre più qualita­tive. Si beve vino buono o niente.

Si legge nei registri delle assemblee: ...Queste constatazioni sono alla base delle nostre scelte commerciali per cui, grazie anche ai nuovi investimenti tecnologici, si sta cercando sempre più di proporre alla clientela un pro­dotto genuino, di qualità e diversificato.

2001

Si procede ad importanti adeguamenti tecnologici. Il costo è considerevole, Lire 434.127.600. Tutto ciò è neces­sario per restare all'avanguardia nel settore. Si potrà beneficiare della "Misura 7 — Miglioramento delle condi­zioni di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli nel piano di sviluppo del Veneto".

In merito al contenzioso in essere per la distillazione obbligatoria, la Finanziaria 2001 prevede una riduzione delle somme sanzionate per ettolitro, nonché la restituzione della somma pagata in più per chi ha ottemperato alla ingiunzione di pagamento. Anche questa è una buona notizia.

Sorgono attorno a noi degli spacci vendita e gli effetti si notano. Ciò impone la ricerca di nuove strategie, occor­re diversificare l'offerta aggiungendo altri prodotti agroalimentari che richiamino l'interesse del consumatore. Si parla di ortofrutta e carni.

Il direttore Angeli informa che è iniziato l'iter per ottenere il riconoscimento della Denominazione di origine con­trollata dei vini «Riviera del Brenta». Si decide di coinvolgere anche le cantine di Noale, Campodarsego e Premaore.

Il direttore Angeli informa pure che occorrono nuovi programmi di gestione adeguati all'euro. Iniziano le procedure necessarie che prevedono la conversione della lira in euro, a cominciare dal capitale sociale, a finire alla quota minima di associazione di Lire 5.000 convertita in Euro 2,58. Il cambio è stato così fissato: 1 euro = lire 1.936,27.

06.11.2001 - Questo è il nuovo consiglio di amministrazione:

Baldan Stefano, Murare Roberto, Levorato Giovanni, Baldan Rinaldo, Cacciavillani Luigi, Mozzato Leone, Pandolfo Marcello, Piccolo Luigi, Canova Gianantonio, Goliardo Fabiano. Il collegio sindacale per il prossimo triennio è formalo da: Rossato Pierluigi, Bertellini Mario, Danieli Pietro.

Vengono confermale le cariche precedenti: presidente del consiglio di amministrazione della cantina Baldan Stefano, vicepresidente Murare Roberto; presidente del collegio sindacale Rossato Pierluigi.

2002

La cantina ottiene la certificazione di qualità UNI EN ISO 2001.

E' questo un indice del processo continuo di miglioramento e un visibile indice di garanzia dei propri prodolli.

Continua incessante l'adeguamento e il miglioramento tecnologico degli impianti e degli strumenti necessari nei vari processi di lavorazione, mirando anche alla riduzione dei costi di produzione.

In settembre viene approvalo il protocollo di intesa tra la Cantina sociale di Dolo, la Società Lattebusche e l'Azienda agricola Margherita per la costituzione di un consorzio avente lo scopo, nel comune interesse, di avvia­re una attività di commercializzazione dei propri prodotti.

L'uva conferita nel 2001 è stata di q.li 38.770,56.

Il presidente Baldan illustra il Regolamento interno che ha lo scopo di fissare i criteri da adottare per discipli­nare il funzionamento tecnico ed amministrativo della società. Il consiglio, dopo ampia discussione, approva il suddetto Regolamento, importante strumento normativo che garantisce un ordinato e corretto andamento e svi­luppo della società.

26.10.2002. L'Assemblea approva, all'unanimità, il Regolamento interno che disciplina il funzionamento tecni­co e amministrativo della cooperativa, così come letto e illustralo dettagliatamente dal direttore Pierantonio Angeli.

A novembre viene deliberata la partecipazione alla costituzione del Consorzio tra la Cantina sociale cooperati­va del mandamento di Dolo, Lattebusche di Cesiomaggiore, la società Margherita sas di Trebaseleghe, con l'obiettivo di organizzare un programma comune delle attività di vendita dei propri prodotti nei locali della can­tina in via Brentabassa 30 a Dolo.

2003

II consiglio delibera la realizzazione di ulteriori opere di sistemazione edilizia riguardanti il locale ex-magazzino.

Ulteriori processi migliorativi cominciano ad interessare le nostre campagne. Grazie al progresso, ma anche perché manca sempre più la manodopera d'urgenza (per la vendemmia, ad esempio) che una volta si trovava più facil­mente. Le piccole compagne non esistono più o sono state accorpate. Le grandi imprese si aggiornano. Anche que­sto è un importante segnale di cambiamento nel lavoro, nel costume, nei rapporti umani che sta interessando le nostre campagne, la società in genere. La grande fattoria diventa impresa, scompare l'aiuto solidale di contrada, di scambio in occasione delle vendemmie, della trebbiatura, della nascita del vitello, dell'aratura con più pariglie di buoi, dell'uccisione del maiale. Quando i fatti diventano memorie ci accorgiamo che il tempo scorre inesorabile.

Il consiglio esamina i criteri di determinazione delle quote di recesso, in ottemperanza alla norma fissata dall’apposito Regolamento. La quota di recesso da addebitare ai soci recedenti viene fissata in euro 0,30 per mq di superficie a vigneto.

Il consigliere Piccolo è incaricato di seguire le fasi preparatorie della festa del vino a Sambruson.

2004

II Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha comunicato che il giorno 4 febbraio p.v. si terrà l'audizione pubblica della D.O.C. Riviera del Brenta, presso la nostra sede sociale. E' l'atto conclusivo di un iter comples­so che ci ha visti fortemente impegnati e protagonisti.

E' un traguardo, una scelta e un riconoscimento, tecnico, economico, culturale, che a Dolo è stato a lungo studia­to, coltivato e sognato, finalmente raggiunto.

Sarà necessario dare ampia visibilità a questo importante evento. Evidente la soddisfazione della amministrazio­ne e della direzione della cantina.

Ci saranno riunioni tra i direttori delle cantine interessate (Dolo, Noale, Premaore, Campodarsego) al fine di con­certare coerenti, idonee iniziative informative. Si attende il Decreto che arriva puntuale.

La G.U. della Repubblica Italiana n. 154 del 03.07.2004 pubblica il Decreto 21 giugno 2004 del Ministero sud­detto che stabilisce: Riconoscimento della denominazione di origine controllata dei vini «Riviera del Brenta».

I vini DOC Riviera del Brenta sono ottenuti dalle uve, dai mosti e dai vini delle varietà: Tocai Friulano, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Merlot, Cabernet, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Refosco dal Peduncolo Rosso, Raboso Piave, Raboso Veronese.

La zona di produzione è espressamente indicata dall'art. 3 del Disciplinare allegato al Decreto con l'indicazio­ne dei comuni interessati nelle province di Venezia e di Padova.

Per la provincia di Venezia il territorio interessato è formato dai comuni di Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Camponogara, Dolo, Fiesso d'Artico, Fosso, Martellago, Mira, Mirano, Noale, Pianga, Salzano, Santa Maria di Sala, Scorze, Spinea, Stra, Venezia, Vigonovo.

Con atto. N. 109.510 rep. Notaio Giulio Argenti di Dolo, la Cantina sociale cooperativa del mandamento di Dolo a r.l. assume la nuova denominazione: "CANTINE RIVIERA DEL BRENTA, società cooperativa" con sede a Dolo e con durata al 31 luglio 2050.

Sussistendo i requisiti di legge, la cooperativa sostituirà il collegio sindacale con un Revisore contabile per la verifica della regolare tenuta della contabilità sociale e la corrispondenza ad essa del Bilancio di esercizio. Allo scopo viene nominato il rag. Pierluigi Rossato.

2005

In data 23.03.2005 con atto n. 109.906 del notaio Giulio Argenti di Dolo è stato costituito il Consorzio volontario per la tutela dei vini a Denominazione di Origine Controllata denominato "CONSORZIO PER LA TUTELA DEI VINI D.O.C. RIVIERA DEL BRENTA" con sede legale a Campodarsego (Padova).

Il Consorzio ha, tra i vari scopi, non di lucro, quello di tutelare, organizzare, promuovere immagini e interessi comuni.

Sono socie le cantine di: Dolo, Noale e Campodarsego.

Presidente del consorzio viene all'unanimità desi­gnato Stefano Baldan.

2006

II neo costituito consorzio sarà presente al Vinitaly di Verona, ospite della Camera di Commercio di Venezia.

Il sig. Roberto Muraro formalizza le sue dimissioni da componente il consiglio di amministrazione della cantina in quanto, da quest'anno, per accordi comu­ni intervenuti, le cantine dei Colli Berici, di cui era rappresentante, non sono più conferenti.

A marzo viene ceduto il punto vendita di Oriago.

Il consiglio delibera di organizzare nel 2007, con opportune iniziative, i festeggiamenti per il 60°.

 

Conversazione con Pierantonio Angeli, direttore delle Cantine Riviera del Brenta.

Quali sono le criticità che riscontra nella gestione della cooperativa, direttore?

Devo dire che stiamo attraversando un periodo di grandi mutazioni che coinvolgono vari aspetti delle nostre atti­vità principalmente legate al mercato e strettamente connesse alle dimensioni aziendali. Mi spiego meglio: il business della nostra attività finora è stato legato alla vendita diretta e il fiorire di molteplici punti vendita lungo la Riviera del Brenta (la bottega sotto casa) ha sortito un effetto negativo sensibile nei volumi e fatturati di ven­dita e di più, le sempre più limitate produzioni causate principalmente dall'urbanizzazione del territorio, limi­tano le capacità di investimento che, se possono essere graduate, ma non sono però eludibili.

Quali allora, a suo giudizio, le strategie da adottare?

Veda, io penso che siano essenzialmente tre le direttrici su cui concentrare le nostre energie.

Valorizzazione del prodotto legata al territorio, ricerca di nuovi mercati anche esteri, l'aggregazione con nuove imprese.

C'è un nesso tra territorio e nuovi mercati ?

Certamente sì, immagini il consumatore che visita la Riviera del Brenta e si avvicina curioso ai prodotti tipici del territorio; nessuno è in grado di trasmettere storie, sensazioni ed esperienze su quel vino, su quel vigneto, su quel territorio, come può fare chi il vino lo produce, chi sul territorio lavora e vive. Questo è un fattore di forza per noi che deteniamo le produzione dei vini tipici del territorio e la nuova DOC Riviera del Brenta. Per consolidare ancora questo ruolo bisogna lavorare e investire su identità di prodotto, reperibilità presso la gran­de distribuzione e sviluppo di mercati esteri.

Come si sposa il concetto di identità che Lei sottolinea con l'ipotesi di aggregazione di imprese ?

Oggi, in effetti, c'è un gran parlare di fusioni, perché, ci spiegano, in questo mercato globale per essere compe­titivi bisogna essere "grandi".

La butto là "di solito però i grandi mangiano i piccoli".

La mia opinione è che aggregare le imprese, mantenendo ciascuna la propria identità facendo gioco di squadra su obiettivi condivisi, può essere un progetto di prospettiva per le nostre realtà.

Direttore, un ultimo pensiero in questa lieta ricorrenza.....

Penso a questa umanità con la quale ho condiviso gran parte della mia vita professionale e il pensiero va a mio Padre che mi ha insegnato i valori della gente dei campi, ad apprezzare la loro tenacia e il loro impegno che soli consentono di raggiungere sempre migliori obiettivi.

 

Direttore e dipendenti


a cura di Luigi Zampieri

 

                    

 

 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 13 Novembre 2015 16:30)

 

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