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La Corale di Sambruson

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IL PERIODO STORICO RECENTE - REALTA' ATTUALI O RECENTI

LA CORALE PARROCCHIALE NEL VENTESIMO DELLA FONDAZIONE

1976 - 1996

Nella preghiera liturgica si riscontra con frequenza L'esortazione di "cantare al Signore", di lodarlo, ringraziarlo, benedirlo con l'arpa, col cembalo, con la cetra o con altri strumenti.

Sant'Agostino, in una conversazione con i suoi cristiani, dice "chi canta prega due volte". E continua affermando che, con il canto si rie­sce, meglio che con parole, ad esprimere al Signore i sentimenti del nostro animo.

Ben volentieri, allora, presento e raccomando questo fascicolo: ci serve per conoscere e stimare l'attività della corale parrocchiale di Sambruson. Essa ci aiuta a celebrare con solennità e decoro la nostra preghiera comunitaria. A tutti i componenti va la mia riconoscenza personale e di tutta la famiglia parrocchiale.

A Nerio Causin, in particolare, siamo affettuosamente riconoscenti: da vent'anni, con entusiasmo e con competenza squisita, si impegna ad istruire nel canto ed accompagnare con l'organo. Colgo questa occasione per esprimere stima ed incoraggiamento a tutti quanti in parrocchia, pur non appartenendo direttamente alla corale, in forme varie, animano il canto sacro.

L'augurio: che tutti, in forme diverse, abbiamo a continuare a canta­re "perché è bello cantare al Signore, dolce è lodarlo assieme".

L'Arciprete Don Lorenzo Carraro.

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Il Sindaco

È con grande piacere che personalmente ed a nome della Amministra­zione Comunale esprimo i più fervidi auguri per i 20 anni di attività della Corale di Sambruson.

Il nostro collaborare per la buona riuscita delle manifestazioni che celebrano questo anniversario è un piccolo ma doveroso riconosci­mento per quanti hanno, in questi vent'anni, contribuito con la loro voce, il loro impegno, il loro lavoro a far crescere questa importante realtà culturale.

Un coro nasce mettendo insieme ed armonizzando tra loro voci diver­se ed oggi ciò è necessario non soltanto per questo tipo di attività ma per ogni progetto per ogni idea che si vuole realizzare. Anche chi ha la responsabilità di realizzare una proposta di "bene comune", per la nostra città, ha il dovere di armonizzare le diversità affinchè non ci siano stonature.

E con questo auspicio che termino questo breve indirizzo di saluto e rinnovo l'augurio per altri venti anni, almeno, di proficua attività.

Claudio Bertolin Sindaco di Dolo

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 Dall'Archivio Parrocchiale

La Schola Cantorum a Sambruson

L'arciprete di Sambruson don Nicolò Munari, nel 1928, scriveva: "Don Nicolò Maria Bonomo di Cesuna, dell'Altipiano dei Sette Comuni, fece il suo solenne ingresso in Sambruson, nel febbraio 1878. Era assai intelligente e conosceva profondamente la musica. Per merito suo SORSE UNA BELLA SCHOLA CANTORUM che attraeva molti in chiesa e che entusiasmava tutti i fedeli.

I vecchi ricordano ancora quei tempi e la valenzia del Bonomo. Si può dire che il seme da lui gettato nel solco, continua sempre a ger­mogliare, possedendo anche attualmente, la parrocchia, una buona accolta di cantori".

Questa è la prima testimonianza che accerta la presenza della scho­la cantorum.

L'arciprete don Luigi Rimano (1935-51), grande appassionato di musica, da un nuovo slancio alla corale e in molte circostanze non dimentica di evidenziare la presenza dei cantori.

II 27 settembre 1942, in occasione dell'inaugurazione del nuovo organo, la schola cantorum esegue la "Messa Antoniana" a 3v.p. del prof. Garbellotto (organista della Cattedrale di Padova), apposita­mente composta e dedicata all'arciprete don Luigi Rimano. "Fu di ottimo effetto e bene eseguita".

Il 20 settembre 1947, in chiesa, le corali di Sambruson e di Pianiga partecipano ad una "Prova di Concorso". Eseguono entrambe il Gloria a 3v.d. della "Missa Pontifìcalis I" di L. Perosi. Il primo premio viene assegnato alla schola cantorum di Pianiga, mentre quella di Sambruson riceve un diploma. Del repertorio di questo periodo, merita una segnalazione lo splendi­do "Miserere" a 3v.p. di O. Ravanello. Quest'opera potrebbe essere valorizzata in occasione di qualche concerto.

Don Arcangelo Trebbia, cooperatore dell'arciprete don Carlo Segala (1952-74), arricchisce il repertorio della corale insegnando, tra l'al­tro, la "Missa da Requiem" a 3 v.p. di L. Perosi (tutta a memoria e senza spartiti).

La corale viene ricordata in occasione di alcune Messe Novelle ed è attiva fino al 1972. ("La diocesi di Padova 1972").

Dal ricordo del passato, per progettare il futuro

La mia collaborazione in parrocchia, inizia il 3 ottobre 1976. In quel periodo, Sambruson non aveva la corale liturgica, cosicché il parroco don Amedeo Greggio (1974-79), in occasione della festa della Madonna del Rosario, invitò per la Messa Solenne delle ore 11.00, la schola cantorum di Dolo1).

Nel pomeriggio dello stesso giorno, si svolsero i Vesperi e al termine, si snodò dalla chiesa la processione con la statua della Madonna, fino al capitello di via Villa.

Fu proprio in questa circostanza, che suonai l'organo di Sambruson per la prima volta.

In seguito, l'arciprete mi chiese di collaborare più attivamente in parrocchia, perché l'allora organista Domenico Boldrin, non poteva garantire una presenza continuativa per motivi di lavoro. Ricordo che fui entusiasta della proposta e maturò, subito in me, l'idea di ricostituire una nuova corale liturgica.

Dopo averne parlato con don Amedeo, questi convocò, in canonica, la sera del 19 ottobre 1976(2): Carlo Masato (già direttore della vecchia corale), Domenico Boldrin (organista), Giuliano Zilio, Marisa Gaspari.

L'arciprete illustrò ai presenti la mia iniziativa e dopo aver avuto il consenso favorevole di tutti, spiegò il ruolo della corale parrocchiale, considerando le norme dettate dal Concilio Vaticano II. Martedì 26 ottobre 1976 alle ore 20.30(3), iniziarono le prove di canto che, per tutto il periodo invernale, si svolsero in chiesa, con l'organo e il disagio dell'ambiente freddo. Finalmente, la primavera successi­va, col contributo del canto della "Chiara Stella" dei cantori più gio­vani, venne acquistato un armonium(4). Da allora le prove di canto si svolsero in un locale più confortevole.

Dal 1976 ad oggi, la corale ha presenziato ai più importanti eventi, che costituiscono la storia religiosa della nostra parrocchia; si pensi alle grandi Solennità.

Situazioni più dolorose, quali la nascita al cielo di molti compaesani e purtroppo anche di alcuni cantori: Egisto Fabris, Giovanni Masato, Mario Masato, Guerrino Ferraresso, hanno visto il nostro gruppo offrire, attraverso il canto, la piena solidarietà umana e cristiana, grazie anche al contributo generoso di Pietro Danieli. Non sono mancati però, momenti di serenità (gite, concerti, cenette) necessari a tener viva l'amicizia e l'entusiasmo tra i coristi. Se oggi festeggiamo vent'anni di ininterrotta attività,  è il frutto dell'impegno e della generosità dei cantori presenti, di quelli che non sono più tra noi, degli arcipreti don Amedeo Greggio, don Lorenzo Carraro, dei maestri Carlo Masato, Roberto Semenzato e degli organisti che hanno supplito le mie assenze: Dedy Cazzuffi, Domenico Boldrin, Silvano Zabeo, Antonio Lovato, Martino Cassandro, Pietro Danieli. Importante è stata anche la collaborazione di Walter Marchiori, Nicola e Michele Favaro che, con i loro strumenti: tromba, oboe, flauto, hanno allietato, in più occasioni, messe e concerti; Nicola ha diretto anche la corale. Gradito è l'aiuto che recentemente ci hanno offerto gli amici di Mira e Gambarare.

Il motivo principale per cui abbiamo desiderato festeggiare il ventesimo di fondazione della schola cantorum, è farne conoscere l'attività a tutta la parrocchia e stimolare dunque, nuovi appassionati di canto.

A questi, desidero esporre alcuni motivi per i quali vale la pena "diventare cantori":

- Innanzi tutto non serve una "gran voce": basta passione e buona volontà.

- Partecipare alla scuola di canto significa: educarci alla convivenza, alla tolleranza, all'accettazione reciproca, dove ognuno deve tendere al massimo livellamento della propria personalità; dare il meglio di sé, non per proprio vanto, ma a favore del risultato artistico dell'in­tero complesso.

- Cantare è utile all'educazione psicologica; si pensi allo sforzo che deve fare la mente, per mettere in vita quelle "creature inerti" chia­mate note.

- Per la salvaguardia di quel patrimonio musicale sacro, che è andato ad accumularsi nel corso dei secoli. I grandi complessi corali,non prendono in considerazione la musica su citata, dunque, il compito di tramandarla alle generazioni future, spetta alle "semplici" asso­ciazioni musicali come la nostra che, spesso, oltrepassano le frontiere del dilettantismo.

- La corale è anche un mezzo che incentiva la realizzazione di un repertorio contemporaneo. Questo per soddisfare anche le esigenze della Chiesa.

Concludo augurando alla corale di raggiungere, oltre a meritati con­sensi, quel ricambio generazionale utile alla sua sopravvivenza.

Causin Nerio

Note:

(1) dal foglietto settimanale, anno 1976, 26 settembre. Ventiseiesima domenica tra l'anno. 

(2) dal foglietto settimanale, anno 1976, 17 ottobre.Ventinovesima domenica tra l'anno.

 (3) dal foglietto settimanale, anno 1976, 24 ottobre. Trentesima dome­nica tra l'anno.

(4) dal foglietto settimanale, anno 1977, 24 aprile. Terza domenica tra l'anno.

La prima esecuzione, la prima "Cenetta"

PARROCCHIA DI SAMBRUSON - anno 1976, 31 ottobre - 31a domenica durante l'anno

TUTTI I SANTI: Messe solito orario. Alle 11 Messa solenne; sosterrà il canto e guiderà l'assemblea la NUOVA "SCHOLA CANTORUM" DI SAMBRUSON.

PARROCCHIA DI SAMBRUSON - anno 1977, 4a domenica di quare­sima.

SIMPATICA SERATA per i nostri cantori quella di mercoledì. Non erano in programma le prove di canto, bensì un incontro conviviale all'insegna della più schietta amicizia. La cosa è riuscita veramente bene; l'affiatamento tra "vecchi" cantori, ricchi di brio, e le nuove leve è risultato perfetto. Buon auspicio e stimolo per la giovane schola cantorum che sta preparando per Pasqua la Messa "Prima Pontificalis" a tre voci dispari di Lorenzo Perosi.

Da Cantore a... Maestro

Ho avuto la fortuna di poter apprezzare, sin da bambino, il servizio solenne che la nostra corale ha sempre svolto durante le più impor­tanti celebrazioni dell'anno liturgico.

Ricordo con piacere quanto ero orgoglioso dei "nostri" cantori e, quando mi fu proposto di unirmi a loro, mi sentii quasi privilegiato! Certamente il pensiero che un giorno ne sarei diventato il maestro, non mi passava proprio per la mente.

La corale, in questi vent'anni, si è impegnata costantemente a migliorare e ad allargare un vasto repertorio musicale (9 Messe e più di 80 Mottetti), che spazia dalla monodia medievale, alla polifo­nia rinascimentale-barocca-romantico ceciliana, sino a composizioni di autori contemporanei.

Ha destato grande interesse lo studio di alcuni autori inediti, tra i quali spicca la figura del musicista clodiense mons. Vittore Bellemo. Le sue opere suscitano negli ascoltatori sentimenti di profonda com­mozione.

Ringrazio i padri Filippini di Chioggia (depositari della musica del Bellemo) e don Pietro Schiappadori (allievo del Bellemo) per averci incoraggiato ad imparare una messa a 4v.d. e vari mottetti. A mio parere, abbiamo raggiunto un livello qualitativo ed interpre­tativo soddisfacente. Questo grazie alla disponibilità dei cantori, del maestro Carlo Masato, ma soprattutto per la competenza e la passione del nostro organista, Nerio Causin, che ha sempre dimostrato, nel ricercare i canti più appropriati alle esigenze liturgiche e alle nostre possibilità e nel curare le trascrizioni delle partiture e l'inse­gnamento delle parti musicali alle singole voci.

Dall'anno scorso siamo associati al CO.VE.CO. (Coordinamento Veneto Corali). Questa associazione si propone di valorizzare quei gruppi che, come il nostro, eseguendo il loro repertorio, riescono a trasmettere, oltre ai sentimenti di fede, anche una forma di cultura. Esprimo infine la mia gratitudine a tutti i componenti la corale per la fiducia e l'incoraggiamento che mi hanno dimostrato in questo primo anno di direzione.

Roberto Semenzato

Mi ricordo

Eravamo voci bianche...... potrei cominciare così e già cantavamo con gli adulti perché avevamo una grande passione per il canto e per la musica sacra. Così ho iniziato da giovanissimo la strada che sep­pure non senza difficoltà e con i miei limiti, mi ha portato a dirigere il coro.

Non posso dimenticare l'emozione di aver diretto per la prima volta la Messa "TE DEUM LAUDAMUS", accompagnata all'organo da Piero Danieli.

Ricordo molto volentieri il periodo in cui cantavamo nelle solennità religiose con all'organo la professoressa Dedy Cazzuffi. Poi con il "maestro" Antonio Lovato avevamo formato un gruppo che curava canzoni popolari di montagna: è stato un periodo felice di affiatamento e di crescita culturale.

Non può mancare un pensiero per tutte quelle persone ora scompar­se e che desidero perciò con tanta commozione citare: mons. Luigi Rimano (arciprete), don Arcangelo Trebbia (cooperatore), Modesto Compagno (organista), Federico Masato (direttore), Sante Coro, Egisto e Mario Disarò, Egisto Fabris, Guerrino Ferraresso, Giuseppe Lucatello, Pietro Marin, Augusto, Giovanni, Luigi e Mario Masato, Giuseppe Masiero, Gugliemo Mazzaro, Giovanni e Umberto Menegazzo, Giuseppe e Luigi Pattarello, Tranquillo Piva, Antonio Stocco, Umberto Tassetto, Giulio Vanuzzo, Palmiro Zingano. Inoltre sono da ricordare tutti i sacerdoti e le suore che si sono avvi­cendati in parrocchia: ognuno con il proprio carattere e la propria personalità hanno cercato di esserci d'aiuto e incoraggiamento. Vent'anni fa, grazie al felice incontro dell'allora giovane organista Nerio Causin capace e volenteroso, ho visto ricostruirsi un nuovo gruppo corale composto da 10 "vecchi" cantori e da altre 25 nuove presenze. Oggi la corale è composta da 50 persone. In questo periodo si è cercato di ampliare e migliorare l'esecuzione dei canti, curandone la pronuncia e il colorito, anche in considerazio­ne della cresciuta sensibilità musicale di chi ascolta. In molte par­rocchie, anche di altre diocesi, ci è stato riconosciuto un particolare apprezzamento per le nostre esecuzioni. La buona volontà e l'impe­gno dei cantori di oggi, anche se con forme diverse, è uguale a quella dei tempi della mia giovinezza.

Rimarrà sempre vivo nell'animo il ricordo della mia ultima direzione nel concerto vocale-strumentale, svoltosi nella nostra chiesa, nell'ot­tobre 1995, con la presenza di molte autorità religiose e civili. Nella suddetta circostanza, abbiamo ricevuto tanti consensi e una calda manifestazione di affetto e simpatia da parte del pubblico. Ora, non più "voce bianca" dopo aver diretto il coro per tanti anni, continuo il mio impegno nel ruolo di cantore.

Il mio compito oggi è ricoperto da Roberto Semenzato, già componen­te del nostro gruppo, che ha sempre dimostrato impegno e tanta pas­sione.

Concludo ringraziando tutti i componenti la corale e tutti i parroc­chiani che con la loro presenza ci hanno incoraggiato, augurandomi che il cammino già percorso sia motivo di stimolo a continuare con sempre rinnovata creatività e sperando che non manchi mai quel clima familiare, indispensabile ai gruppi come il nostro.

Carlo Masato

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I componenti della nostra Corale

SOPRANI                                                 

Artusi Giovanna Chiaro Jole Fabris Luigina Furian Agnese Garato Silvia Gaspari Marisa Gasparoni Tiziana Gottardo Rossella Marchiori Elda Menegazzo Adriana Mosco Antonella Perini Nicoletta Trevisan Annalisa ZinganoMarina

TENORI

Finotto Marco Masato Alessio Masato Antonio Pozzebon Gino Romanato Fernando Sarto Marco Sarto Matteo Semenzato Piergiorgio Terrin Ugo

CONTRALTI

Artusi Paola Basso Raffaella Bovo Lauretta Carraro Gianna Carraro Renata Carraro Omelia Causin Annalisa Legnaro Federica Masato Gabriella Romanato Alice Stocco Francesca

BASSI

Agnoletto Lino Beliate Angelo Berto Giovanni Berto Nereo Boldrin Pietro Bovo Angelo Boria Pietro Franchin Ivone Giraldi Guido Gusson Bruno Masato Angelo Masato Carlo Romanato Gennaro Segato Antonio Sinigaglia Claudio Terrin Eddy

MAESTRO Roberto Semenzato

ORGANISTA  Nerio Causin 


Il nostro repertorio

MESSE:

 

 

 

 

 

Alleluja

 

4v. d. De Mattia

 

Te Deum Laudamus

 

2v. p.

 

L. Perosi

 

Haec Dies

 

3v. d. Arnaldi

 

P Pontificalis

 

3v.d.

 

L. Perosi

 

I cicli immensi narrano

 

4v. d. B, Marcelle

 

Messa Giuliva

 

4v.d.

 

S. Loregian

 

Cantata 147

 

4v. d. Bach

 

Messa S. Zeno

 

4v.d.

 

A, Bassi

 

Nella notte tutta luce

 

4v. d. Mei. Tradiz.

 

Secunda Pontificalis

 

3v.d.

 

L. Perosi

 

Tu scendi dalle stelle

 

4v.d.

 

Messa da Requiem

 

3v. p.

 

L.Perosi

 

Regina Coeli

 

3v. d. Arnaldi

 

 

 

 

 

 

 

Ave Verum

 

2v. p. Mozart

 

Messa Cerviana

 

3v.p.

 

L.Perosi

 

Ave Maria

 

Iv.     Mozart

 

 

 

 

 

 

 

Laudate Dominum

 

3v. d. Haendel

 

Messa in onore dei S.S. Felice e Fortunato

 

Finale del salmo XVIII

 

4v. d. B. Marcelle

 

 

 

4v.d.

 

V. Bellemo

 

Tu sei il Creator

 

4v. d. Torlani

 

Messa degli Angeli

 

Iv.

 

Gregoriano

 

Noe!

 

4v. d. Adam

 

 

 

 

 

 

 

Tantum Ergo

 

4v. d. L. Perosi

 

MOTTETTI:

 

 

 

 

 

II pane del cammino

 

4v. d. Motta / Sequeri

 

Alleluja

 

4v.d.

 

Perosi

 

Veniamo ad incontrarti

 

4v.d.

 

O Maria Santissima

 

 

 

 

 

Santo

 

5v. d. Palazzon

 

Ave Maria

 

Iv.

 

Bottazzo

 

Accetta questo pane

 

4v.d.

 

Laudate Dominum

 

2v.p.

 

Tebaldini

 

Tu es sacerdos

 

4v. d. Pasini

 

Adeste Fideles

 

4v. d.

 

Ignoto

 

0 bone Jesu

 

4v. d. Palestrina

 

Natale cantate

 

2v. p.

 

Zimarino

 

Sei tu signor

 

4v.d.

 

0 Guardate

 

4v.d.

 

Zanella

 

Gli occhi miei

 

4v.d.

 

O Capo insanguinato

 

4v.d.

 

Bach

 

Si, io mi alzerò

 

4v.d.

 

0 Spirito del Signore

 

4v.d.

 

M. Trsckner

 

Stabat Mater

 

4v.d. Z.Kodaly

 

E' festa d'amore

 

3v.d.

 

Bonfitto

 

Nel Signore esultate

 

4v. d. Anonimo

 

Pane di vita

 

3v.d.

 

Bonfitto

 

Sileni Prophetae

 

4v. d. L. Perosi

 

Ave Maris Stella

 

4v.d.

 

Thiller

 

Victimae Paschali

 

4v. d. Magri

 

Dal Tuo celeste trono

 

4v.d.

 

Tomadini

 

Laetamini

 

4v. d. J. Grouber

 

Ave Maria

 

2v.p.

 

L. Perosi

 

Magnificat

 

3v. d. V. Bellemo

 

Astro del ciel

 

4v.d.

 

Grouber

 

Ave RE

 

Iv.     V. Bellemo

 

Adeste Fideles

 

2v. p.

 

Baratta

 

Coenantibus Illis

 

4v. d. V. Bellemo

 

Cantate Domino

 

4v.d.

 

G. Croce

 

Re di gloria ed'amor

 

3v. d. V. Bellemo

 

Jesu Corona Virginum

 

3v.d.

 

L. Perosi

 

Ecce Sacerdos magnus

 

4v. d. V. Bellemo

 

Alleluja per Natale

 

3v.d.

 

N. Causin

 

Alleluja

 

4v. d. N. Causin

 

Ave Maria

 

4v.d.

 

B. De Marzi

 

Exultet mentis jubilo

 

3v. d. V. Bellemo

 

In notte placida

 

2v.d.

 

Couperin

 

Ave Maris Stella

 

3v. d. V. Bellemo

 

Annunciamo

 

3v.d.

 

Bonfitto

 

Regina Coeli

 

3-4v. dV. Bellemo

 

O sommo amore

 

3v.d.

 

Bonfitto

 

Tota Formosa

 

3-4v. dV. Bellemo

 

Celebriamo il Signore

 

4v.d.

 

Zardini

 

Tu qui cuncta scis

 

4v. d. V. Bellemo

 

Tu es Sacerdos

 

3v.d.

 

Causin

 

Pangamus Nerio

 

3v. d. V. Bellemo

 

II Signore e il re

 

3v.d.

 

Bonfitto

 

Gloria al Signor degli angeli

 

Iv.     V. Bellemo

 

II Signore è il mio Pastore

 

4v.d.

 

 

 

Puer natus

 

4v. d. Bossi

 

Siam Pastori

 

3v.d.

 

Melodia Tradizionale

 

Alleluja

 

4v. d. Haendel

 

O Emanuel

 

Iv.

 

Melodia Tradizionale

 

Haec dies

 

4v. d. Viadana

 

Gloria

 

4v.d.

 

Vivaldi

 

Gloria al Signor

 

4v. d. Haendel

 

A Maria Ausiliatrice

 

3v.d.

 

 

 

Sanctus

 

4v. d. Causin

 

Beata es Virgo Maria

 

4v.d.

 

 

 

 

 

 

 

Magnificat

 

4v.d.

 

 

 

 

 

 

 

 

 I momenti più significativi del nostro cammino

I novembre 1976, ore 11.00 - Chiesa Arcipretale di Sambruson Prima esecuzione della nostra corale.

Programma: Messa "Te Deum Laudamus" 2v.p. di L. Perosi

(Kyrie, Gloria, Sanctus, Benedictus). Canto d'ingresso: Noi canteremo; Canto al Vangelo : Alleluja gregoriano; Canto d'Offertorio: Nel nome di Cristo uniti; Canto di Comunione: Noi ti amiam Signor; Canto Finale : Grazie Signore.

E presente un 'assemblea numerosa che ha accolto con entusiasmo il nuovo gruppo corale.

12 giugno 1977, ore 11.00 - Chiesa Arcipretale di Sambruson Messa novella del concittadino don Lorenzo Dona.

Programma: "Missa Pontifìcalis Prima" 3v.d. di L. Perosi. Canto d'Ingresso: È festa d'amore 3v.d.; Canto al Vangelo : Alleluja 3v.d.; Canto d'Offertorio: O Spirto del Signore 4v.d.; Canto di Comunione: Pane di vita 3v.d.; Canto Finale : Loda il Signore 4v.d..

Alla cerimonia sono presenti i sacerdoti nativi di Sambruson e molti fedeli. Molte persone esprimono apprezzamento alla corale e al sopra­no solista Marisa Gaspari.

7 ottobre 1979, ore 11.00 - Chiesa Arcipretale di Sambruson Solenne ingresso del nuovo parroco don Lorenzo Carraro.

Programma: "Missa Pontifìcalis Prima" 3v.d. di L. Perosi. Canto d'ingresso: Tu es Sacerdos 4v.d.

Gli altri canti sono sostenuti dal gruppo giovani diretto dal prof. Giuseppe Caputi.

La cerimonia si e svolta con grande serenità con la presenza dell'ar­ciprete uscente don Amedeo Greggio, di don Florindo Spezzati, parro­co di Lughetto e Vicario Foraneo di Campagna Lupia, di mons. Guerrino Ruffato, arciprete di Dolo e Vicario Zonale, di padre Innocenza Giuliani O.F.M. e del capellano don Francesco Zandegù.

II "Tu es Sacerdos" è stato composto per l'occasione dall’organista..

19 dicembre 1981, ore 20.00 - Chiesa Arcipretale di Sambruson Concerto vocale per l'inaugurazione del nuovo organo.

In questa circostanza vengono premiati con medaglia e diploma tre cantori che, per cinquant’anni, hanno partecipato alla scuola di canto parrocchiale con generosità e con fede. I premiati sono: Guerrino Ferraresso (Nino Angi), Giovanni Masato(Ciri), Egisto Fabris (Gisto Menotto). La cerimonia è stata presieduta da don Antonio Peruzzo, Vicario Foraneo. La partecipazione del pub­blico è stata scarsissima.

10 ottobre 1982, ore 11.00 Celebrazione del 50° anno di attività della Latteria Sociale.

Nella sede dell'azienda: Messa Solenne.

Programma: "Messa in onore di S. Zeno" 4v.d. A. Bassi.

Canto d'ingresso: Celebriamo il Signore 4v.d.;

canto al Vangelo : Alleluja 3v.d.;

canto d'Offertorio: O Spirto del Signore 4v.d.;

canto di Comunione: II Signore è il mio Pastore.

Circostanza molto sentita in paese e che ha visto la partecipazione

dei numerosi soci dell'azienda, del sindaco e di varie autorità civili.

19 giugno 1983, ore 11.00   Chiesa Arcipretale di Sambruson Messa Solenne per il 25° di sacerdozio dell'arciprete.

Programma: "Missa Pontificalis Secunda" 3v.d. L. Perosi.

Canto d'ingresso: Celebriamo il Signore 4v.d.;

canto al Vangelo : Alleluja 3v.d.;

canto d'Offertorio: Dal Tuo Celeste Trono 4v.d.;

canto di Comunione: Magnificat 4v.d.;

canto finale : Laudate Dominum 3v.d.

La cerimonia si è svolta alla presenza di numerosi fedeli.

Per l'occasione la corale aveva preparato il "Magnificat" di L. Perosi

che, però, a causa di un errore di trascrizione dell'organista, è stato

interrotto dopo il "Gloria Patris".

9 giugno 1984, ore 21.00 - Chiesa Arcipretale di Sambruson Concerto vocale e strumentale

Partecipano: I ragazzi della Scuola Media con i flauti, diretti dal prof. Claudio Bertolin.

Il gruppo giovani diretto dal prof. Giuseppe Caputi. Walter Marchiori alla Tromba. Gianfranco Danieletto, tenore. Annalisa Trevisan, soprano.

La corale parrocchiale esegue musiche di autori vari. Particolarmente applaudita è stata il soprano Annalisa Trevisan. A conclusione della manifestazione i partecipanti, uniti all'assem­blea, hanno eseguito il Christus Vincit in melodia Gregoriana.

8 gennaio 1989, ore 18.00

Concerto di Natale - chiesa S. Giovanni Battista di Gambarare.

Partecipano: Corale della chiesa Arcipretale di Sambruson,

Nicola Favaro - oboe,

Michele Favaro - flauto.

Si eseguono musiche di: G.Ph. Telemann - J. Pachelbel - G.

Pedemonti - A. Lucchesi - B. Marcelle - A. Vivaldi - J. Stanley - P. Ricci - B. Galuppi - H. Purcell.

Il coro esegue musiche di Grouber, Adam, Perosi, Pasini ed è affianca­to dal gruppo "Pueri Cantores". Buona la presenza del pubblico nono­stante la serata nebbiosa e particolarmente rigida.

27 Maggio 1990 - Chiesa Arcipretale di Sambruson

70° Anniversario di fondazione dell'Asilo Parrocchiale.

La corale sostiene il canto durante le Messe delle ore 7.00 e delle ore 11.00, la seconda, presieduta da mons. Rino Marsilio, ha visto la par­tecipazione del gruppo "Pueri Cantores" diretti da Roberto Semenzato, che hanno eseguito il Kyrie della messa "Cum Jubilo" (Gregoriano) e un Panis Angelicus a 2v.p. composto dall'organista. Questi ultimi due canti hanno suscitato, nel celebrante, sentimenti di particolare commozione che lo hanno indotto, al termine della S.Messa, a ringraziare personalmente i ragazzi ad uno ad uno.

Aprile 1993 - Domenica in Albis - ore 11.00

Solenne Pontificale presieduto da mons. Alfredo Magarotto vescovo di Chioggia nel Santuario del Cristo di S. Domenico • Chioggia.

Programma: "Missa Pontificalis Secunda" 3v.d. di L. Perosi. Canto d'Ingresso: Ecce Sacerdos 3v.d.; canto al Vangelo : Alleluja 4v.d.; canto d'Offertorio: Victimae Paschali Laudes 3v.d.; canto di Comunione: Coenantibus Illis 4v.d.; canto finale : Re di Gloria Iv.

Durante la processione per la benedizione del mare, l'inno proprio del Santuario: Ave Re Iv.

Al rientro del vescovo in chiesa: Magnificat 3v.d.

Al termine della Celebrazione, il presule ha ringraziato personalmen­te i cantori.

13 novembre 1994, ore 11 - Chiesa dei Filippini - Chioggia Apertura del IV Centenario della morte di S. Filippo Neri.

Programma: "Messa in onore dei S.S. Felice e Fortunato" 4v.d. V. di Bellemo.

Canto d'Ingresso: Ecce Sacerdos Magnus 3v.d.;

canto al Vangelo: Alleluja 3v.d.;

canto d'Offertorio: Tota Formosa 3-4v.d.;

canto di Comunione: Magnificat 3v.d.

Presenzia il Pontificale Solenne sua Em. Gabriel Montalvo, Nunzio Apostolico della ex Jugoslavia. Sono presenti le massime autorità religiose, civili e militari di Chioggia.

Al termine della Celebrazione, il prof. Alfredo Gorzanelli, direttore del conservatorio di Ferrara, ha espresso sincere congratulazioni ai cantori.

11 dicembre 1994, ore 16.00

Concerto di canti natalizi nel Santuario del Cristo di S. Domenico - Chioggia.

In questa circostanza vengono eseguiti per la prima volta:

"Exultet Mentis Jubilo" 3-4v.d. e "Ave Maris Stella" 3v.d. di Vittore Bellemo.

Solisti: Monica Bovo - soprano

Annalisa Trevisan - soprano

Andrea Causin - voce bianca.

Un pubblico numerosissimo segue con attenzione il concerto, dimo­strando un particolare apprezzamento (con un caloroso applauso) al canto tradizionale "Madre Bella" di V. Bellemo, eseguito dal bambino Andrea Causin.

8 ottobre 1995, ore 18.00 - Chiesa Arcipretale di Sambruson Concerto Vocale e Strumentale.

Partecipano: Corale Parrocchiale, solisti: Monica Bovo, Marisa Gaspari, Annalisa Trevisan, Fernando Romanato, Alessio Masato;

M° Alessandra Di Vincenzo, violino;

M° Michele Favaro, flauto;

M° Nicola Favaro, oboe;

M° Francesco Galligioni, violoncello;

Walter Marchiori, tromba;

Dino Pinato, tenore;

Gianna Rampazzo, soprano.

Musiche di Haendel, Bach, Pachelbel, Telemann, Bellemo.

Il concerto si è svolto con grande affluenza di pubblico alla presenza di numerose autorità religiose e civili. Al termine del concerto mons. Fernando Pilli, presidente del CO.VE.CO, a nome dell'Istituto

Musica Sacra "S. Cecilia" Roma - sezione di Padova, consegna a Nerio Causin il Diploma di organista, direttore di coro e compositore di musica sacra.

17 dicembre 1995, ore 16.30 - S. Domenico - Chioggia

Concerto di Natale.

Partecipano le corali di Sambruson, di Dolo e il coro "Riviera del Brenta".

Vengono eseguiti i canti tradizionali che hanno fatto "vibrare" il cuore di intere generazioni. Come finale, a cori uniti, sono stati pro­posti al pubblico: Silent Prophetae di L.Perosi, Tu qui cuncta scis di V. Bellemo.

È stato un pomeriggio da non dimenticare per i tre cori presenti! La grande affluenza di pubblico ha dimostrato particolare apprezza­mento alle esecuzioni.

18 - 20 - 22 dicembre 1995, ore 20.30 Mira Porte - Dolo - Stra

Concerti di Natale.

Partecipano le corali di Sambruson, Stra e Dolo.

Buona l’affluenza di pubblico nel duomo di Dolo.

Al termine di ogni manifestazione ci è stato offerto un rinfresco che è

stato occasione di amicizia tra i vari gruppi corali.

1 luglio 1996, ore 10.30 - S. Domenico - Chioggia Messa Novella dei Padri Filippini Raffaele Bellemo e Claudio Pegoraro.

Programma: "Messa in onore dei S.S. Felice e Fortunato" Canto

d'Ingresso: Pangamus Nerio 3v.d.;

canto al Vangelo: Alleluja 3v.d.;

canto d'Offertorio: Laetamini 4v.d.;

canto di Comunione: Tu qui cuncta scis 4v.d.;

canto finale: Allelujia di Haendel.

Celebrazione molto partecipata dalla numerosa assemblea presente.

I canti della corale, intonati alla particolare circostanza, hanno suscitato in tutti, sentimenti di commozione.

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In questo ventennio abbiamo eseguito il nostro repertorio a:

Bojon                                  VE

Borbiago                              VE

Borca di Cadere                    BL

Brus adure                           PD

Camponogara                       VE

Castelnuovo                         UD

Chioggia                               VE

Dese                                    VE

Dolo                                    VE

Fadalto                                BL

Fastro                                 BL

Galta                                   VE

Gambarare                           VE

Goro                                   RA

Lughetto                             VE

Mira                                    VE

Mira Porte                            VE

Novacella                             BZ
Padova

Paluello                               VE

Pinè                                   TN

Piove di Sacco                     PD

Pomposa                            RA

Prozzolo                             VE
Saletto di Montagnana          PD

Sambruson                         VE

Sarmeola                             PD

Spiazzi                                VR

Stra                                    VE

Thiene                                 VI

Tignale                                 BS

Trieste

Venezia


Vogliamo ricordare tutti gli amici che, in questo ventennio, hanno cantato con noi:

Artusi Stefania, Bareato Rosetta, Berton Renzo, Boran Cristina, Bovo Monica, Canova Gino, Causin Sandra, Cerato Benvenuto, Dartora Cinzia, Delle Ghiaie Graziella, Donà Giampiera, Donà Loretta, Fabris Rosetta, Gallo Andrea, Gottardo Marilena, Gottardo Rita, Marchiori Lorella, Masato Donatella, Masato Federica, Masato Federico, Menegazzo Floriano, Minchie Daniela, Minto Anna, Moscardo Paolo, Naletto Riccardo, Nalon Rosa, Organo Daniela, Parolini Marcella, Quaggio Fiorenzo, Quinto Stefania, Quinto Valentina, Raccanello Franco, Ricci Elena, Ricci Roberta, Ronchini Angelo, Rossato Antonella, Sabbadin Giancarlo, Serrantoni Anna, Suor Rosangela, Suor Mediatrice, Terrin Chiara, Trevisan Pietro, Valentini Agnese, Zilio Giuliano, Zilio Maria.

PUERI CANTORES

Bovo Monica, Bugin Eros, Conte Alice, Dainese Cristina, Dona Elisa, Donolato Ketty, Fattoretto Valeria, Formenton Sabina, Gottardo Laura, Marcato Alessia, Marchiori Anna, Menegazzo Monica, Menegazzo Paola, Novello Linda, Salviato Riccardo, Santonocito Erika, Scocco Marika, Vanzan Sara, Zampieri Monica.

CANTORI DEFUNTI

Fabris Egisto, Ferraresso Guerrino, Masato Giovanni, Masato Mario.

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Testimonianze

La nostra Corale

Piero Danieli

II 7 aprile scorso, giorno di Pasqua, al termine della Messa solenne, la nostra CORALE eseguì l'ALLELUJA, il coro più noto e possente del più famoso oratorio di Haendel: il "MESSIAH". Un entusiastico battimani ed un coro di "..bravi...bravi..." accolsero la fine dell'esecuzione; era la dimostrazione spontanea e sincera del popolo dei fedeli presenti, ai quali, commosso, mi associai, pensando nel contempo che, se il grande Maestro tedesco fosse stato presente sicuramente avrebbe espresso tutta la sua soddisfazione e si sarebbe vivamente congratulato con i coristi, i quali così bene avevano inter­pretato una delle sue più liriche ed espressive composizioni. Premetto che l'intento di queste poche righe non è quello di celebra­re, in modo sperticato, le lodi della CORALE, ne di dare sul compor­tamento della stessa, dei giudizi critici che sicuramente, in un senso o nell'altro, mi indurrebbero ad errori valutativi. Certamente è fin troppo facile, da parte di coloro che non hanno mai assistito ad un'audizione, ritenere impossibile che una CORALE composta da elementi con una preparazione tecnico-musicale dilet­tantistica possa riuscire ed esprimersi in maniera tale da suscitare tanti consensi. Ritengo, quindi, corretto giustificare il mio entusiasmo e cercare di mettere in evidenza quelli che, secondo me, sono stati (e sono tutt'o-ra) i principi sostanziali che la CORALE ha posto, fin dalla nascita, a base della sua preparazione, e che hanno determinato poi la sua crescita e la sua maturità. Semplici principi, certamente, ma che - a mio avviso - hanno impresso al gruppo il segno di un grande caratte­re e di una notevole personalità musicale, intesa non come un dono della natura, ma come il frutto di un lavoro serio, continuo, profondo e tenace, nel convincimento che il Canto Sacro non è un mezzo per impiegare la voce, ma rappresenta un modo di rivolgersi a Dio con la più schietta sincerità dell'animo. Artefice di ciò è stato il M° Nerio Causin, al quale va il merito di aver voluto, e di esserci riuscito vent'anni fa, a costituire la CORA­LE, in ciò coadiuvato dal M° Carlo Masato, indiscusso testimone e valido direttore della passata Schola Cantorum. Ora il M° Carlo Masato, dopo l'entusiasmante concerto dell' 8 ottobre '95 tenuto dalla Corale da lui diretta, ha deciso di cedere la bacchetta al giova­ne M° Roberto Semenzato, rimanendo peraltro nel coro per dare il suo apporto con la voce e con la sua lunga esperienza nella direzio­ne. Anche se non addetto ai lavoro ho sempre seguito l'attività della Corale ed è, appunto, assistendo sovente alle prove di canto che ho potuto constatare:

a) che l'assunto del coro è animato da un principio fondamentale, ossia "che il canto è, e deve essere per i coristi, innanzi tutto, attività esecutiva ed interpretativa di una composizione musicale", motivo per cui, con molta umiltà e tanto impegno, il gruppo inizia sempre la preparazione di un brano cercando di coglierne il significato musica­le e soprattutto di capire l'importanza delle parole cui è chiamato a cantare;

b) che il M° Nerio Causin, insegnante appassionato, tenace e punti­glioso, convinto com'é che il genio di un compositore si rivela nella misura in cui gli esecutori riescono a mantenersi fedeli al testo, non si distacca mai da questo principio e da questa sua convinzione e non transige sul rispetto delle indicazioni degli autori, respingendo qualsiasi forma di abbellimento o di preziosismo arbitrari; lo sento ripetere con fermezza che "...piano, pianissimo, andante, moderato, allegro, ecc. non sono semplici vocaboli posti sopra il pentagramma ma, in una composizione musicale, hanno un preciso significato ed un esatto riferimento. Questa la conclusione: cantare, tenendo fede a questi semplici principi, significa per il coro interpretare le composi­zioni esattamente come gli artisti della musica le hanno affidate, naturalmente dopo averle studiate con passione ed intelligenza. Non mi resta, ora, che sollecitare, Maestri e Coristi, a tenere più spesso dei Concerti nella nostra bella Chiesa, oltre s'intende alla presenza durante le cerimonie liturgiche. Far conoscere con il canto le opere dei grandi Maestri del passato e del presente non deve esser un evento eccezionale, ma deve rappresentare un servizio reso al nostro paese; e anche se i Concerti non avranno un successo di pub­blico, ritengo doveroso e necessario non sottrarsi a questi appunta­menti culturali, specialmente nella nostra Comunità, la quale, per questo tipo di attività, non brilla certamente.

Per ultimo vorrei suggerire alla Corale di iniziare lo studio del Canto Gregoriano, non come sostitutivo del canto polifonico, ma come complemento dello stesso, da eseguirsi particolarmente duran­te le cerimonie liturgiche brevi. Pio XII0, in una sua enciclica, scrisse che "..non è lecito, per ragioni del canto e del suono, far attendere il sacerdote all’altare (ed aggiungerei: i fedeli in chiesa ) più di quello che comporti la cerimonia religiosa".

Poiché è impensabile un ritorno, nella pratica liturgica, del Canto Gregoriano tra i fedeli, ritengo che la Corale abbia tutti i requisiti per tenere viva, sia pure in modo limitato, la vecchia tradizione di questo Canto, considerato.... "la più alta forma di preghiera canta­ta,....che, oltre a tutto, non sopporta la mediocrità ed ha il suo pieno valore spirituale solo alla condizione di avere il suo pieno valore musicale".

A tutti l'augurio per un proficuo lavoro, con l'entusiasmo, la passio­ne, l'unità e l'umiltà di sempre.

  

Una gita diversa dalle altre

Toni Segato (Basso)

La corale, in questi ultimi vent'anni, ha fatto varie uscite annuali. Io vorrei ricordarne una, perché diversa da tutte le altre. La meta era Goro, nel ferrarese presso il delta del Po, un paese di pescatori. Non ricordo l'anno esatto, ma so che erano presenti anche Gianin, Mario e Nino, cari amici indimenticabili per la loro simpatia ed allegria che, purtroppo, non sono più tra noi.

Invitati dal parroco di Goro, don Tiziano, per la festa di Sant'Antonio, durante la messa solenne del mattino, presieduta dal nostro parroco don Lorenzo, abbiamo cantato la "Messa Giuliva" a 4v.d. di Sandro Loreggian. La chiesa era gremita di sole donne e bambini. Di uomini nemmeno l'ombra!

Solo al pomeriggio, nella processione lunga 2 Km circa, che si snoda­va dalla chiesa fino al porto, tra folla immensa, oltre alle autorità, al sindaco, ai sacerdoti, c'erano moltissimi uomini venuti ad invocare la protezione del Santo durante le uscite in mare e per chiedere abbon­danti pescate. Una scena d'altri tempi!

Le bande cittadine, tra gli applausi della folla, ci accompagnavano suonando "Noi  vogliam Dio" ed altri inni popolari religiosi. Arrivati al porto, delle grandi imbarcazioni, addobbate con fiori e festoni, ci attendevano.

Tutti (bande, cantori, autorità civili e religiose) siamo saliti per rag­giungere un capitello di Sant'Antonio posto nelle vicinanze della bocca di porto. Qui, tra canti e musica, è stata deposta una corona di fiori e i sacerdoti hanno benedetto il mare.

Nel frattempo il cielo, sempre più scuro e minaccioso, ha costretto tutta la processione a tornare al porto in fretta e furia. È scoppiato un furioso temporale! Correndo a dei ripari di fortuna, una persona è caduta in mare ma, per fortuna, l'hanno ripescata subito. La pioggia scrosciava violentemente, si è alzato un forte vento e parecchi di noi si sono riparati sotto la tenda di un negozio che, a causa del grande peso dell'acqua, si è rotta.

Eravamo bagnati dalla testa ai piedi, ma ci siamo divertiti da matti! Tornato il sereno ci siamo asciugati alla meglio (per fortuna era estate!) nell'ospitale canonica.

Più tardi abbiamo fatto un breve concerto nel porto, sopra un grande terrazzo. L'amministrazione comunale, per riconoscenza, ci ha invi­tati tutti a fare una scorpacciata di polenta, anguille e pesci vari. Soddisfatti e felici siamo tornati a casa in corriera, naturalmente facendo cosa? Cantando, tra l'altro, "Jumbelli Jumbella 1).

(1) “Jumbelli Jumbella" è un canto che il caro amico Nino aveva imparato in guerra. Il testo narra la conquista di Adis Abeba da parte degli Italiani.

 

La mia prima e unica gita

Raffaella Basso (Contralto)

L'ultima gita della schola Cantorum risale al maggio '92 ed è stata l'unica alla quale ho partecipato, poiché faccio parte del coro soltanto da pochi anni.

E una gita che ricordo piacevolmente perché organizzata con cura e soprattutto per la scelta della destinazione: la splendida citta di Innsbruk (Austria).

Sfortunatamente il tempo, quel giorno, non fu dalla nostra parte, dato che una pioggia scrosciante accompagnò la nostra partenza dalla piazza di Sambruson.

Durante il viaggio, la pioggia cessò, ma il cielo, per tutto il resto della giornata, non fu mai completamente sereno. La prima tappa fu Bressanone: cittadina situata presso l'incontro della strada del Brennero con quella che, per la val Pusteria, porta al Tirolo orientale.

Nella suggestiva cornice dei monti Altoatesini abbiamo potuto visi­tare il centro storico, singolare fusione di elementi gotici, rinasci­mentali e barocchi.

Si è poi proseguito alla volta dell'abbazia di Novacella. Qui, grazie agli accordi presi in precedenza dai nostri maestri, abbiamo contri­buito a rendere solenne la santa messa in una chiesa di indiscrivibi-le bellezza, in perfetto stile rococò, ricca di stucchi color rosa e oro. Arrivata l'ora del pranzo, i monti, i boschi e i prati della Stubaitall invitarono ad un classico pic-nic che, nel rispetto della tradizione, si è concluso con un'allegra cantata dal suono vivace della fisarmonica. Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Innsbruk, capitale del Tirolo, città famosa per le tradizionali costruzioni in legno, le case fiorite, le chiese barocche e le fortificazioni medievali.

Infine, da Innsbruk, siamo partiti per il nostro rientro a Sambruson. Attraverso il breve resoconto di quella giornata il mio desiderio è quello di far conoscere all'intera Comunità lo spirito che anima l'at­tività della nostra corale.

Certamente è la passione per il canto liturgico che ci unisce, ma il nostro incontro settimanale e i nostri impegni anche fuori parroc­chia, sono altresì motivo di ritrovo e socializzazione e soprattutto un'occasione per far crescere anche culturalmente la nostra Comunità.

  

S. Domenico: Un impegno che è diventato tradizione

Adriana Menegazzo (Soprano)

Da alcuni anni, il parroco di S. Domenico in Chioggia ci invita a can­tare nella sua chiesa, in occasione della festa del Crocifisso. La cerimonia è presieduta dal vescovo di Chioggia, mons. Alfredo Magarotto, il quale, incoraggiandoci ed assicurandoci la sua preghie­ra (anche nel suo ultimo pellegrinaggio a Lourdes), ci ha dimostrato di apprezzare la nostra presenza.

Oltre che per il nostro impegno, il parroco don Pietro Schiappadori e la Comunità di S. Domenico, ci sono riconoscenti perché le nostre esecuzioni comprendono alcuni brani del loro stimato concittadino mons. Vittore Bellemo.

L'entusiasmo di don Pietro ci ha coinvolti a tal punto, che abbiamo incrementato la nostra presenza in Chioggia con due concerti natali­zi: il primo anno da soli ed il secondo supportati dalla corale parroc­chiale di Dolo e dal coro "Riviera del Brenta".

Il nostro ultimo impegno nella Comunità clodiense, è stata la prima messa di don Raffaele Bellemo. Abbiamo ricevuto molti apprezza­menti e siamo stati felici di condividere la sua gioia in un giorno così importante.

Anche quest'anno, con il pesce che don Pietro ci regala, abbiamo potuto festeggiare, in giugno, la conclusione delle prove di canto, con una cena: un momento per stare insieme, divertirci, ma soprat­tutto per spronarci a continuare, con impegno, la nostra comune esperienza.

 

Marisa Gaspari (Soprano)

Cantare, una passione che nasce dal cuore

non conosco le note,

conosco solo la gioia di cantare

e l'armonia che l’accompagna.

Amo lo stare insieme

e la voglia di imparare.

Amo le ansie,

il batticuore,

e la paura di sbagliare,

perché questo ci accomuna,

ci avvicina,

ci rende amici.

La felicità, Signore,

è anche cantare le tue lodi,

stare insieme vicini a Te,

con la mente e con il cuore.

 

Don Pietro Schiappadori Parroco di S. Domenico

Che cosa può sostenere un coro come quello di Sambruson? Che cosa sostiene le prove, la continua ricerca, l'esecuzione sempre dignitosa e vibrante?

Che cosa può mettere assieme giovani e non più giovani, famiglie intere in una attività che sembra essere fuori dal tempo e delle mode?

Senza dubbio una grande fede. Ed è questa che traspare nella gran­de disponibilità dei membri di questo coro e che ne giustifica lo sfor­zo e la dedizione.

Sono cinque anni che la Corale di Sambruson viene nella mia Parrocchia di S. Domenico a Chioggia, Santuario del S.S. Crocefisso, in occasione della Solennità del Cristo che si celebra la Domenica dopo Pasqua quando il Vescovo, terminato il Pontificale, impartisce dalla sommità del ponte la benedizione al mare. La stessa Corale si è esibita in concerti natalizi riscuotendo dal numerosissimo pubblico molti applausi e apprezzamenti. Tra i tanti meriti di questa Corale, formata da tanti giovani c'è quel­lo di aver preso in seria considerazione l'opera del nostro concittadi­no mons. Vittore Bellemo, grande compositore, morto nel 1953. La Corale ha in attivo un gran numero di inni, mottetti, ed anche la Missa a quattro voci dispari in onore dei S.S. Felice e Fortunato Patroni della Città e Diocesi di Chioggia composta nel 1905 in occa­sione della nuova urna d'argento opera dell'artista Naccari Aristide, che raccoglie i resti mortali dei martiri vicentini. Posso affermare come Discepolo del Maestro mons. Vittore Bellemo che le esecuzioni del Coro sono sempre fedelmente eseguite e perfet­tamente interpretate. In tal modo il nostro compositore viene cono­sciuto anche nelle Diocesi di Padova-Venezia, e viene apprezzato da un pubblico via via sempre più numeroso, conoscendo così una seconda giovinezza artistica.

La sua musica è preghiera, degna espressione della fede cristiana e lode sublime al Creatore.

Un grazie al giovane organista Nerio Causin, vero appassionato e instancabile animatore del coro, al giovanissimo Roberto Semenzato, al veterano direttore Carlo Masato e a tutti i 50 componenti del Coro. Un ultimo grazie è un appuntamento storico, quello di essere presente con una Corale sempre più motivata, al Grande Giubileo del 2000, quando, a Dio piacendo, potremo portare processionalmente il maesto­so Crocifìsso tra l'inni più belli e più antichi della nostra tradizione.

 

Gli auguri del Sindaco di Chioggia

Sant'Agostino asserisce che con il canto ci si rivolge a Dio doppia­mente.

La schola cantorum di Sambruson, attiva da vent'anni nella nostra provincia, ha conseguito lusinghieri successi ed affermazioni, soprat­tutto nel canto liturgico.

Chioggia è riconoscente a questa corale per aver riscoperto, dopo lungo oblio, parecchi testi musicali del concittadino mons. Vittore Bellemo.

Esemplare risulta l'esecuzione della "Messa in onore dei S.S. Felice e Fortunato", a quattro voci dispari, del Bellemo e l'inno "Pangamus Nerio", in onore del Fondatore della benemerita Congregazione dei Preti dell'Oratorio.

Ma quello che colpisce maggiormente in questa corale, composta da cinquanta elementi, è l'affiatamento e la perfetta armonia delle voci. Il santuario di S. Domenico, così legato alla storia civile e reli­giosa della nostra comunità, ha il privilegio di ospitare stabilmente questa corale in alcune ricorrenze di particolare rilievo: festa del SS. Crocifisso, nella domenica in Albis, messa del pescatore, oltre a con­certi nel periodo natalizio.

Un doveroso grazie quindi ai maestri Roberto Semenzato, Nerio Causin e Carlo Masato ed a tutti i coristi, con l'augurio di raggiunge­re sempre ulteriori mete e soddisfazioni.

dr. Sandro Boscolo Todaro Sindaco di Chioggia

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La tradizione organaria a Sambruson

Nel 1715 Domenico Morandini, soggiornando per qualche tempo a Sambruson, venne a conoscenza che l'arciprete "ha qualche, genio di meter organo nella sua Matrice di Chiesa". Fu spinto, così, a mandare un suo progetto per la costruzione dello strumento: "cinque registri di ripieno di mesura d'otto piedi, organo che ha bella e sonora armonia", consigliando anche "il maestro perito in tal materia ch'è Carlo De Beni(1) quello il quale ha fato tante machine e anche queli grandi di S. Marco".

Non vi è modo di sapere se il progetto viene attuato. Bisogna consi­derare però che, pochi anni dopo, l'intero paese è impegnato per la ricostruzione del campanile (1744) e della chiesa attuale (1763). Stranamente, nell'archivio parrocchiale (a parte le ricevute di retri­buzione agli organisti), dal 1804, non si trova alcun documento che attesti la costruzione di un nuovo organo.

Un preventivo di restauro del 1875, inviato alla fabbriceria di Sambruson da Stefano Quagliati "organaio di Rottanova", testimonia la presenza di uno strumento di scuola veneta in pessime condizioni. Solo nell'Inventario dei beni della chiesa, redatto dall'arciprete don Luigi Rimano, nel 1939, si legge "organo Callido(2) da ristrutturare". La certezza che lo strumento era un'opera di Gaetano Callido viene confermata dal catalogo redatto dallo stesso maestro(3): anno di costruzione 1768, n° 40. L'organo Callido fece sentire la sua voce per l'ultima volta domenica 11 gennaio 1942 e fu demolito il lunedì successivo. Venne trasportato nella fabbrica dei F.lli Ruffatti di Padova, dove le canne di metallo vennero fuse ed i somieri, i mantici e le canne di legno, bruciati. Dal preventivo per la costruzione del nuovo organo (£ 91.533) viene scontata la somma di £ 5.500 quale valutazione dell'organo Callido! Ai giorni nostri sarebbe impensabile disfarsi di un'opera d'arte di quella statura!

Lo stesso arciprete, don Luigi Rimano, era cosciente della preziosità dello strumento. Così dichiara nel bollettino parrocchiale di Sambruson del dicembre 1941: "...era tra i più belli...". L'idea di avere uno strumento di proporzioni maggiori, con consolle di coman­do a distanza, munito di speciali sistemi di trasmissione, tecnologi­camente all'avanguardia per quei tempi, lo indusse a far demolire il vecchio Callido ed a sostituirlo con un nuovo organo che, anche se più adatto al Servizio Liturgico, si rivelò presto un vero fallimento. Il rapido ed irreparabile degrado, è da attribuirsi alla mancata spe­rimentazione dei nuovi sistemi di trasmissione e alla scarsità dei materiali utilizzati nel periodo bellico in cui fu costruito. Oggi, dell'organo Callido rimane lo stupendo "cassone di risonanza" in stile neoclassico, deturpato nella sua struttura originale e lo sga­bello dell'organista.

Nel 1981, l'organo Ruffatti, praticamente inservibile, per iniziativa dell'arciprete don Lorenzo Carraro e di un'apposita commissione, è stato sostituito dall'attuale strumento, opera della ditta organaria Francesco Michelotto di Padova.

Note:

(1) Carlo De Beni, organaro di origine veronese, operò a Venezia sin dal 1669. Nel 1679 fu nomina­to "conservatore" dei 4 organi della basilica di S. Marco con lo stipendio annuale di 40 ducati. Il De Beni, privilegiò sempre il tradizionale sistema di somieri a vento, entrò così in contrasto con Eugenio Gasparini che considerava più convenien­te il "nuovo" sistema a tiro, l'impiego di registri vari quali il flauto di legno tappato e a cuspide, ancie di tipo regale, l'adozione in alcune strutture di 2 tastiere.

 (2) Gaetano Callido (Este 1727 - Venezia 1813), organaro che per valenzia e notorietà, superò il maestro Pietro Nacchini, considerato il "capostipite" della Scuola Veneta Organaria. Resosi indipen­dente nel 1762, costruì 434 organi, molti di questi sono ancora efficenti.

 (3) II catalogo redatto dallo stesso Callido, è oggi di proprietà di Renato Lunelli dal quale si può cono­
scere con assoluta certezza la data di Costruzione dell'organo - 1768, N° 40 quello di Sambruson, 41, quello di Dolo.                                                                                 

Caratteristiche del nostro organo

Organo a trasmissione elettrica composto da due tastiere di 61 tasti con pedaliera a raggiera concava di 32 pedali.

Ha 18 registri reali, 6 registri di prolungamento per le tastiere, 4 registri trasmessi ai bassi, 12 registri meccanici, 42 placchette a bili­co, 16 pistoncini di combinazioni fisse o variabili, 10 pedaletti rever­sibili, 2 staffe (crescendo ed espressione), 5 placchette annullateli, 4 aggiustabili a pedaletto e 4 a pistoncino.

COMPLESSO FONICO DI 1418 CANNE - Composizione fonica: GRAND'ORGANO - Principale 8'- 4'- 2'- 1/3', Dulciana 8', Flauto 8', Tromba 8', Voce Umana 8', Ripieno 4 file.

ORGANO ESPRESSIVO: Bordone 8', Gamba 8', Principale 4', Flauto 4'- 2'- 3/5', Nazardo, Tromba 8', Voce Celeste 8', Tremolo, Campane. PEDALE: Principale 16', Subbasso 16', Basso 8', Bordone 8', Ottava 4', Flauto 4', Tromba 8', Chiarina 4'.

Dell'organo Ruffatti sono state conservate tutte le canne dei registri, le Campane con relativa meccanica ed un mantice del primo organo. I registri: Tromba 8', Flauto 4' del pedale, flauto 8' del 1° Manuale parte del Principale 8' e tutto il materiale che compone lo strumento è di nuova fattura.

UNA CURIOSITÀ: Gli organisti attivi nella nostra parrocchia a par­tire 1804: don Baldisera Trojs, Giovanni Beneton, don Alessandro Pellegrini, Alvise Beneton, Lodovico Avon, Vincenzo Pennacchio, Giovanbattista Menin, Modulo Compagno, Pietro Danieli, Cazzuffi Dedy, Antonio Lovato, Domenico Boldrin, Nerio Causin.

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 La cantoria

La cantoria che sovrasta la porta principale, nonostante le modifiche del 1936, conserva ancora i tratti caratteristici della costruzione settecentesca, formando un'unica struttura architettonico-decorativa con la cassa dell'organo. È sovrastata da un timpano curvilineo sulla cui sommità è stato riportato di recente il versetto adattato di un salmo, Laudate / eum / in chordis / et organo / AD /MDCCLXVIII, LodateLo con gli strumenti a corda e con l'organo. Nell'anno del Signore 1768.

A questo stesso anno apparteneva il primo organo, costruito dal celebre organaro Gaetano Callido (1727-1813), allievo della scuola veneziana di Pietro Nacchini, con opere anche a Dolo e Gambarare; lo strumento era di 8 piedi, caratterizzato da una sola tastiera a trasmissione meccanica. Venne rimpiazzato nel 1942 da un nuovo strumento tecnicamente avanzato, a due tastiere, con trasmissione elettrica e consolle di comando a distanza. Ristrutturato completamente nel 1981, ha subito un ulteriore radicale restauro nel 2004, curato dalla ditta Leorin: è stata recuperata gran parte del canneggio settecentesco per riproporre l'originale intonazione "callidiana" e sono stati aggiunti due nuovi registri, portando così il complesso fonico a più di 1600 canne. Ora i comandi a trasmissione elettrica sono attivati da due consolle a due tastiere, una in cantoria e l'altra nella navata, che sono in grado di azionare anche l'organo posto dietro l'altar maggiore per arrivare ad una fascinosa ed avvolgente concertazione.

 

La cantoria della chiesa di Sambruson

Gli fa da pendant l'organo celestiale raffigurato nella volta del soffitto, a 16,40 metri di altezza, dove il coro e l'orchestra degli angeli, con liuto, cetra, flauto e trombe, accompagnano la glorificazione di sant'Ambrogio e "annunciano - come viene scritto nella descrizione del bozzetto, 1936 - l'impulso che il santo diede alla musica".

La raffigurazione dell'organo nel soffitto della chiesa di Sambruson (G. Chiacigh, 1936)


L'articolo è in working progress e sarà completato con la parte relativa agli anni più recenti della storia della Corale di Sambruson.                                                                      a cura di Luigi Zampieri 

Ultimo aggiornamento (Sabato 14 Febbraio 2015 13:49)

 

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